"Perseverante e fiducioso fino alla fine"

ESTELA MARQUEZ

dei servizi multiculturali per gli studenti della BYU

22 Settembre 2020

Sono molto grata di questa unica opportunità di condividere un po' di tempo con voi oggi. Ho pregato per una guida divina così che io possa condividere con voi qualcosa che, speriamo, vi ispiri durante i vostri momenti di incertezza a rimanere focalizzati in quello che è più importante: perseverare fino alla fine e fidarsi del piano che il Signore ha per ognuno di voi. 

Il profeta Isaia sapeva quanto è cruciale fidarsi del piano che il Signore ha per ognuno di noi nella nostra vita. Egli disse:

Ma quelli che sperano nell'Eterno acquistano nuove forze, s’alzano a volo come aquile; corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.1

Senza dubbio il Signore ha dato a me e alla mia famiglia la forza di “correre, e non stancarsi;. . . camminare, e non affaticarsi.” Noi abbiamo la nostra quota di avversità, ma abbiamo visto la promessa di Isaia in tutto quello che abbiamo vissuto. Io so che se noi siamo umili e ci affidiamo al Signore, Egli cammina con noi quando le cose vanno bene e ci sostiene quando le cose sembrano troppo dolorose da sopportare, troppo difficili da raggiungere, o troppo scure da attraversare. Ho visto le mani del Signore guidare me e la mia famiglia durante tutti gli stadi della nostra vita. Egli era lì durante la mia esperienza di povertà da bambina. Egli era lì nei nostri giorni in cui vagavamo come rifugiati di guerra. Egli era lì quando le nostre perdite erano così profonde, così dolorose, che era difficile vedere la luce. Ma la Sua luce è stata costante nelle nostre vite.

“Sii forte e fatti animo”
 

Sono cresciuta in una delle aree più povere del Guatemala. La mia casa era in mattone cotto costruita a colonia La Florida. Ci mancavano dei comfort materiali, ma siamo stati benedetti con divina abbondanza in molti modi. Sono stata privilegiata nell’appartenere ad una famiglia con amorevoli e premurosi genitori e fratelli. Ho avuto un’infanzia felice e non sapevo quanto poveri fossimo fino a quando sono arrivata alle scuole superiori e ho visto il mondo oltre La Florida, dove sono cresciuta.

 

Faccio parte della prima generazione di laureati in famiglia. I miei genitori erano contadini e non hanno mai avuto l’opportunità di ricevere nessuna istruzione formale; nonostante ciò, sono stata benedetta con una mamma che ha avuto il tenace desiderio che i suoi figli ricevessero un'istruzione. Sono inoltre stata benedetta con un padre gentile che, usando le parole del Signore dall’Antico Testamento, mi ha sempre incoraggiata “sii forte e fatti animo.”2

Mio fratello maggiore è stato il primo convertito alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni nella mia famiglia. Egli era un buon missionario, e anche se viveva lontano da noi, anno dopo anno continuava a mandare missionari alla nostra porta. Noi eravamo cattolici, e mia mamma non era interessata nell’ascoltare i missionari. Finalmente mia sorella decise di invitare i missionari dentro casa, portando più tardi me, mia mamma e le mie sorelle ad essere battezzate nella Chiesa. Mio papà ci ha raggiunte qualche anno dopo. Molti miracoli hanno seguito la nostra conversione. Il vangelo ci ha portato una nuova speranza e una conoscenza che Dio ha un piano per ognuno di noi. La nostra vita è stata piena di gioia e conoscenza del nostro retaggio divino e una comprensione dello scopo della nostra esistenza qui.

Prima della nostra conversione al vangelo, i miei genitori si spostarono in città in cerca di migliori opportunità per noi. In Guatemala, in questi anni, i bambini non avevano uno spazio garantito a scuola. All’inizio di ogni anno scolastico, mia mamma si alzava alle 3 del mattino per registrarci nell’unica scuola elementare a La Florida. Dall’esempio di mia mamma, sapevo sin da piccola che l’educazione era importante, e volevo diventare un insegnante un giorno. Nel mezzo delle nostre limitazioni materiali, riuscì a finire le scuole superiori con un certificato professionale per insegnare alle scuole elementari.

Volevo una educazione universitaria, ma non avevo i quarantacinque dollari necessari in quei giorni per registrarmi all’università. Mia sorella maggiore stava vivendo in Illinois quando mi sono diplomata alla scuola superiore, e lei mi ha mandato sessanta dollari per comprare l’anello del diploma. Ho usato i soldi per pagare la mia iscrizione a La Universidad de San Carlos del Guatemala nel corso di Ingegneria Chimica. Avevo poche risorse ma molti sogni che volevo raggiungere. Ricordando le parole che mio padre mi ha insegnato “sii forte e fatti animo”, ho camminato per la prima volta in un campus dell’università, impaurita e confusa ma piena di speranza.

Nel 1975 ho incontrato mio marito, Israel, e presto mi sono innamorata di lui. Israel e io ci siamo sposati l’anno seguente. Abbiamo pianificato di sposarci nel tempio, ma non avevamo un tempio in Guatemala, così abbiamo guidato 4 giorni per essere suggellati nel tempio di Mesa Arizona. Quando finalmente siamo arrivati, eravamo grati di entrare nella casa del Signore per la prima volta. Le nostre vite erano piene di gioia. Fare sacre alleanze con il Signore ci ha dato nuove prospettive riguardo cosa Egli si aspetta da noi.

Gli anni '70 furono tempi difficili in Guatemala. Abbiamo sperimentato il devastante terremoto del 1976 che ha distrutto molti villaggi nelle zone rurali e nelle zone povere della città. La mia casa di mattoni fu totalmente distrutta. In aggiunta ai normali disastri, l’oppressione del governo era prevalente ovunque. Era difficile assistere alla violenza sociale e politica contro i poveri, gli studenti, i lavoratori, e le altre brave persone che si sentivano completamente impotenti nel fare qualsiasi cosa a riguardo. Mio marito, Israel, pregava e digiunava per sapere cosa fare. Egli fu ispirato ad essere coinvolto nel movimento di protezione dei diritti dei lavoratori, che al tempo guadagnavano $0.52 al giorno, lavorando sotto condizione inumane.

In una nazione con violenza politica e sociale, il coinvolgimento di mio marito ebbe un grande costo per la nostra giovane famiglia.Vivevamo sotto un governo autoritario che interpretava qualsiasi dissenso dallo status quo sociale, economico e politico come una cospirazione aperta contro di esso. Ben presto sono apparse ovunque minacce anonime contro la vita di mio marito. Due volte le forze governative tentarono di rapire mio marito. Quello era il tempo in cui le persone che non andavano d’accordo con le politiche del governo venivano rapite nell’oscurità e portate in posti sconosciuti, e successivamente, giorni dopo, i loro corpi apparivano con segni di tortura. Era pericoloso esprimere il tuo disaccordo con le crudeltà che accadevano ovunque in Guatemala.

Berta, la nostra prima figlia, è nata nel 1978. È stata una benedizione molto attesa per noi. Lei è arrivata nel mondo in tempi di oppressione, paura e violenza. Quando berta aveva soli 6 anni, mio marito subì il primo dei due tentativi di assassinio da parte del governo guatemalteco, questo di fronte a casa nostra. Più tardi nella vita, Berta eloquentemente scrisse riguardo l’impatto della guerra nei bambini che vivono sotto la costante paura. Lei era uno di quei bambini. Lei scrisse:

Mi sento male per ogni bambino nel grembo materno che successivamente sperimenta l'infanzia. . . sotto le ombre della guerra, della violenza, dell'avidità e dell'imperialismo. So che ogni bambino che vive ora sotto il regno del terrore, della guerra, degli abusi e dei traumi porterà con sé una grande pesantezza per tutta la vita. . . . Guerra, disturbo da stress post-traumatico, esilio: tutte queste cose gettano ombre così lunghe.

Nell'ultimo tentativo di omicidio, una persona innocente è morta mentre gli assassini del governo cercavano di uccidere mio marito. Dopo questo ultimo tentativo, sapevamo che era impossibile per noi continuare a vivere in Guatemala in queste condizioni. Come il governo tentava di fermare l'irrequietezza sociale del suo popolo, molti leader del movimento sparivano, venivano incarcerati o venivano uccisi. Molti dei nostri cari amici hanno sofferto questo destino. Tre vescovi della Chiesa furono uccisi durante quegli anni terribili. Tutti loro avevano una famiglia ed erano seguaci del Salvatore. Perché loro non sono sopravvissuti? Molte volte ci siamo chiesti perché siamo stati risparmiati dalla sfortunata sorte che aveva seguito i nostri buoni amici. Cosa voleva il Signore che imparassimo da quelle difficili esperienze?

Avere fede nel piano di Dio per noi fu cruciale mentre provavamo a  scoprire la Sua volontà per noi. Io, mio marito e mia figlia Berta, siamo stati forzati a cercare rifugio in una delle ambasciate straniere in Guatemala. Dopo un mese di trattative tra il governo e l'ambasciata, ci è stato permesso di lasciare il paese sotto la protezione diplomatica dell'ambasciata. Questo è stato l’inizio della nostra vita da rifugiati in una terra straniera, molto lontano dal supporto della nostra famiglia e dei nostri amici.

Il piano divino che Dio ha per te

Attraverso tutte le nostre esperienze, una cosa è rimasta costante: la nostra fede nel Padre Celeste e nel Signore Gesù Cristo e il nostro impegno per essere i Suoi discepoli e ricordare le alleanze che abbiamo fatto con Lui. Egli ha avuto misericordia con le nostre imperfezioni e ha camminato con noi, specialmente quando abbiamo sentito che stavamo perdendo la nostra forza. Presidente Dieter F. Uchtdorf, nella sessione delle donne della conferenza generale nel Settembre del 2014, ha detto:

Camminare sul sentiero del discepolato non deve essere una esperienza triste. . . l’essere discepoli solleva il nostro spirito e scalda il nostro cuore. Ci ispira con fede, speranza, e carità. Riempie il nostro spirito di luce nel momenti bui, e di serenità nei momenti di dolore.3

Il Signore ha risollevato il nostro spirito mentre cercavamo di vivere come Suoi discepoli nel mezzo delle nostre circostanze. Ha riempito le nostre vite di speranza e di preziosi momenti di gioia in modo che potessimo andare avanti con fede. Le benedizioni del sostegno della comunità della Chiesa sono state costanti nella nostra vita. Ovunque andassimo, abbiamo trovato brave persone che ci hanno offerto il loro amore, ci hanno aperto le porte e ci hanno fornito spazi sicuri.

Nel devozionale del 10 dicembre del 2019, Sorella Jean B. Bingham, presidentessa generale della Società di Soccorso, ci ha parlato riguardo l’importanza di mantenere una prospettiva celeste. Lei ha detto:

Il punto di vista che rende tutte le cose chiare è la prospettiva eterna: la perfetta e onnicomprensiva prospettiva del nostro Padre Celeste. Con la Sua capacità di vedere, conoscere e comprendere tutte le cose passate, presenti e future in un modo più alto, più ampio e più profondo di quanto possiamo fare noi, la Sua prospettiva è completa.4

Il nostro tempo da rifugiati è stato il tempo in cui era più importante che mai mantenere una prospettiva eterna nelle nostre vite, ma vi dirò che mantenere una prospettiva divina nel mezzo delle difficoltà non è facile. Certamente non è stato facile per noi. Per sei anni vagammo dal Guatemala al Costa Rica e dal Costa Rica al Messico, cercando di trovare un posto dove potessimo vivere in pace e crescere la nostra famiglia. Avere il vangelo nelle nostre vite ci ha dato direzione, comprensione, e conforto. Le mani del Signore ci hanno guidato mentre cercavamo di creare un futuro per la nostra famiglia. Quando le cose divennero difficili, mi ricordai la promessa di Isaia che il Signore ci avrebbe rafforzati in modo che potessimo continuare a camminare e non stancarci.

Il Signore ci rese forti mentre cercavamo di capire dove stabilirci. Noi avevamo già una famiglia qui, ed era sensato che venire negli Stati Uniti per noi sarebbe stata una buona opzione; comunque, abbiamo resistito all’idea. Cercavamo di fidarci dei nostri piani, non sapendo che il Signore aveva un piano migliore per noi. Siamo rimasti in Costa Rica per qualche anno ma più tardi abbiamo deciso di stabilirci in Città del Messico. Ma di nuovo, il Signore aveva piani migliori per noi.

Nel 1985 un terremoto devastante ha distrutto buona parte di Città del Messico. Molte persone rimasero intrappolate negli edifici collassati, migliaia di persone persero la vita. Noi siamo stati fortunati ad uscirne da quella tragedia avendo perso solo cose materiali. Di nuovo il Signore ha risparmiato le nostre vite. Molte cose sono cambiate dopo quel terremoto, e non è stato facile continuare a vivere in Città del Messico. A quel punto avevamo quattro figli sotto gli otto anni di età. Questo ci spinse a fare la cruciale decisione dello spostarci negli Stati Uniti. Questa è stata un’altra opportunità per crescere. E ci siamo avventurati di nuovo nell’ignoto.

Siamo arrivati in California. Dove potevamo stare più vicino alla nostra famiglia. Nessuno di noi parlava la lingua, conosceva la cultura o capiva l'ambiente, eppure credo che il Signore, con la sua prospettiva completa, abbia visto per noi ciò che non potevamo vedere in quel momento.

 

Attraverso queste esperienze abbiamo imparato che il nostro successo e la nostra felicità dipendono da come reagiamo alle avversità che sperimentiamo nella vita e non dalle avversità stesse. Alcuni di voi potrebbero trovarsi in difficoltà proprio ora mentre imparano a convivere con le realtà della nostra nuova normalità. Potreste essere alle prese con incertezza, problemi di salute, oneri finanziari o difficoltà personali o familiari. Voglio che sappiate che non siete soli nel vostro viaggio. Dio ha un piano per ognuno di voi. Vi conosce e sa di cosa avete bisogno. Le sue braccia sono pronte a circondarvi e portarvi nei vostri momenti difficili.

 

Nei miei anni di lavoro come consulente per gli studenti multiculturali, sono stata privilegiata di conoscere le storie di studenti che si trovano nel mezzo di sfide incredibili ma che mantengono la loro prospettiva eterna e rimangono fermi in ciò che sanno della loro eredità divina. Mi sento benedetto per l'opportunità di camminare con questi studenti, di essere una piccola parte del loro viaggio e di imparare dalla loro incredibile resilienza. Ricordate che Dio ha un piano divino per ognuno di voi.

Vivere per fede

Dio aveva già un piano per me e la mia famiglia quando finalmente decidemmo di immigrare qui. Avevamo superato molte cose nelle nostre vite, quindi adattarci alla nostra nuova vita non era qualcosa di più grande che sopravvivere a una guerra in Guatemala o a un paio di tragici terremoti, ma la transizione era comunque impegnativa. Non sapevamo che ci sarebbero voluti molti anni per modificare il nostro status di immigrazione negli Stati Uniti, il che comportava grossi limiti alla nostra capacità di crescere qui. Avevo un'istruzione universitaria, ma non importava perché non parlavo la lingua e il mio status di immigrata era nel limbo. Con il sostegno del mio caro marito, sono tornata a scuola per imparare l'inglese. Imparare la lingua è stato fondamentale ma molto impegnativo per me. Fino ad oggi continuo a imparare la lingua e, come potete vedere, non ho mai perso il mio accento.

 

Quando le mie competenze in inglese migliorarono, anche le mie opportunità di lavoro fecero altrettanto. Fui in grado di ottenere un lavoro part-time come assistente dell'insegnante in un distretto scolastico locale in California. Non fornì molto in termini reddituali, ma mi motivò a perseverare sulla buona strada verso il miglioramento della mia istruzione. Una volta che mi fui sentita a mio agio con le mie abilità in inglese, osai iscrivermi a qualche altro corso universitario. Mia figlia Berta e io andammo al Monte. San Jacinto Community College e frequentammo un corso di filosofia insieme. Quando io faticavo per settimane su un compito, Berta, che aveva un dono con le parole e amava scrivere, faceva il suo la sera prima. Entrambe finimmo col prendere una A, e sentivo che ciò fosse ingiusto! Senza dubbio Berta era più intelligente di me.

 

Non fu facile lavorare part-time, prendermi cura della mia famiglia e andare a scuola, ma osai sognare, e sono qui oggi per dirvi che con Dio dalla propria parte, niente è impossibile. È possibile raggiungere i propri obiettivi se si lavora duramente, si mantiene la giusta prospettiva e se le proprie sfide sono usate come opportunità per crescere e progredire. Scoprite quale sia il piano del Signore per voi e poi osate camminare per fede, sapendo che Egli vi sta aprendo la strada.

 

Come ho detto prima, vivere per fede non è una cosa facile. All'inizio degli anni '90 la nostra famiglia non sfuggì all'impatto della recessione. Affrontammo seri problemi finanziari e finimmo col perdere la nostra casa. Per provvedere meglio alla nostra famiglia, dovetti  lasciare il mio lavoro part-time e accettarne uno a tempo pieno. A quel punto avevo finito con la mia laurea, che la maggior parte delle persone può conseguire in due anni. A causa delle responsabilità familiari, mi ci vollero quasi quattro anni per completarla, ma quando ebbi bisogno di un lavoro a tempo pieno, fu una benedizione avere quella laurea. Mi assicurai un lavoro presso il Dipartimento dei servizi sociali pubblici nella contea di Riverside, in California. Questo è stato un grande passo per me in molti modi. Sapevo allora che se volevo crescere in quel dipartimento, avevo bisogno di più istruzione.

 

Decisi di tornare a scuola. A quel tempo avevo sette figli, una casa di cui occuparmi e un lavoro a tempo pieno. Seguii un programma triennale offerto dalla Sierra University agli adulti che lavorano. Lavoravo nove ore al giorno e dopo il lavoro andavo direttamente a scuola due o tre volte a settimana. È stato difficile? Sì, è stato molto difficile. Quando tornavo a casa, ero esausta, ma avevo ancora una famiglia da nutrire e i compiti da fare. Non ce l’avrei fatta senza l'incredibile supporto del mio caro marito, che è sempre stato al mio fianco in questo viaggio. Gli dico che le mie lauree sono le sue lauree.

 

Nel 2004 mi laureai con lode presso la La Sierra University con una triennale in servizi sociali. Una volta terminata la laurea, fui promossa a una posizione migliore all'interno del mio stesso dipartimento. A quel punto tre delle mie figlie stavano frequentando la BYU.

 

Ora, permettetemi di tornare ai miei umili inizi in Guatemala. Quando avevo quindici anni, sognavo di frequentare la BYU. Un bravo missionario americano mi incoraggiò a scrivere una lettera alla BYU e ad esprimere il mio desiderio di partecipare in futuro, così feci. Ricevetti una lettera dalla BYU. La lettera era ben scritta in spagnolo, ma mi chiedeva di scrivere la mia lettera seguente in inglese. Le mie abilità in inglese allora erano molto limitate, perciò non pensai mai più alla BYU. Trent'anni dopo, le mie figlie frequentavano l'università dei miei sogni. Almeno ora le mie figlie stavano realizzando i loro sogni, e in qualche modo stavo anche realizzando i miei attraverso loro.

 

Quelli furono anni buoni in California. Il mio cuore era pieno di gratitudine per le molte benedizioni che stavamo ricevendo. La vita era bella! Avevo un ottimo lavoro, vivevamo in un bel quartiere e gli affari di mio marito andavano bene. Cos'altro avrei potuto chiedere? Con l'incoraggiamento dei miei figli e di mio marito, feci domanda per il programma di master alla Cal State University e alla BYU. A dire il vero, non credevo che la BYU sarebbe stata interessata a me. Feci domanda alla BYU solo per placare le mie figlie, che stavano tormentando me e mio marito perché ci trasferissimo nello Utah. Hanno detto Utah? Non c'è modo! Faceva troppo freddo ed era troppo lontano per noi, ma mi sono dovuta ricredere quando ricevetti la lettera di accettazione dalla BYU.

 

Quello fu un altro grande cambiamento nelle nostre vite. Venire alla BYU significava lasciare tutto ciò che già conoscevamo in California. Potete indovinare il resto della storia. Ci trasferimmo nello Utah e il mio sogno da adolescente finalmente si avverò, ma non era la fine. Fu l'inizio di nuove opportunità e benedizioni. Il mio primo impiego subito dopo la scuola di specializzazione fu lavorare per il distretto scolastico di Provo come assistente sociale della scuola. Là ebbi la fortuna di servire molte famiglie i cui figli stavano avendo difficoltà in un modo o nell'altro. Compresi bene le loro sfide. Nella mia infanzia ero stata in una famiglia simile.

 

In quegli anni di assistente sociale scolastico risiedono alcune delle mie esperienze più memorabili, personali e professionali. Credo che il Signore operi in modi misteriosi, e se siamo disposti a sottomettere la nostra volontà alla Sua, ci permetterà di salire sulla montagna "con ali come aquile". Il mio lavoro con il Provo School District mi preparò a lavorare con studenti universitari multiculturali e di prima generazione qui alla BYU. Ho avuto la fortuna di lavorare con studenti molto brillanti che portano alla BYU prospettive ed esperienze uniche. Mi sento privilegiata e grata di essere lì per loro, di ascoltare le loro storie e di guidarli in modo che possano realizzare i propri sogni. Niente mi dà più soddisfazione che vederli non solo sopravvivere ma prosperare alla BYU.

 

Mentre la mia memoria torna alla casa di mattoni della mia infanzia, vedo il mio viaggio come un viaggio di speranza. Questa vita è piena di sfide, ma una cosa so: il Signore mi permise di fare quelle esperienze per un motivo, e ora è mio onore e responsabilità condividerle con voi, i giovani sognatori di oggi. È possibile rendere il vostro viaggio un viaggio di speranza e un viaggio di successo.

 

Chiedete al Signore qual è il Suo piano per voi, e poiché siete disposti a sottomettere la vostra volontà alla Sua, siate umili e abbiate fede per lasciare che la Sua mano guidi la vostra. Avete il potenziale divino per realizzare qualsiasi cosa per la quale siete disposti a lavorare sodo. Il nostro successo e la nostra felicità non dipendono dalle circostanze che dobbiamo affrontare, ma da come affrontiamo tali circostanze. Se vi impegnate per andare bene nelle vostre lezioni durante questo semestre storico, ricordate che siete venuti alla BYU con uno scopo.

 

Adoro le parole del presidente Kevin J Worthen, che in un devozionale del 2016 disse:

 

Non siete qui per caso. Dio ha un'opera da compiere tramite voi. Mettetelo al centro dei vostri sforzi. Fate quello che Lui vorrebbe che faceste. Lasciate che la Sua luce risplenda più intensamente attraverso voi come risultato delle vostre esperienze alla BYU. Se lo fate, accadranno miracoli nella vostra vita e vedrete la maestà del Signore operare nella vita degli altri.5

 

Prego e spero che interiorizziate le parole del presidente Worthen. Siete qui perché il Signore ha un piano per voi. L'anziano Ronald A. Rasband ha detto alla conferenza generale di ottobre 2017 che “il Signore è nei piccoli dettagli della nostra vita”.6 Lo credo fermamente. Il Signore è certamente nei piccoli dettagli delle vostre vite. Lo so per esperienza. Io e la mia famiglia non abbiamo lasciato il Guatemala per caso. C'era uno scopo per noi. Sono molto grata per i molti miracoli a cui abbiamo assistito mentre lasciavamo che la mano del Signore ci guidasse in questo luogo.

 

Ricevere la forza di Dio

 

A volte sembra che le difficoltà che sperimentiamo nella vita si accumulino su di noi una dopo l'altra. Mi conforta sapere che Dio è misericordioso e non ci permette di ricevere più di quello che possiamo sopportare. Nel 2015 mi sono sentita sopraffatta quando mi è stato diagnosticato un aneurisma cerebrale quasi nello stesso momento in cui a uno dei miei figli è stata diagnosticata una malattia cronica debilitante. In quei momenti, quando ero pronta a chiedere al Signore una piccola pausa, mi ha mostrato il suo amore perfetto dandomi la forza di andare avanti con fede. L'aneurisma è stato riparato chirurgicamente e mi piace scherzare sul fatto che mi è stato dato un nuovo cervello. Dio è buono!

 

La potatura della nostra fede non si è fermata qui. Quando nacque nostra figlia Berta, eravamo grati di avere finalmente un bambino dopo due gravidanze infruttuose. Ben presto ci siamo resi conto che il Padre celeste ci aveva inviato uno spirito molto speciale. Essendo la più grande in famiglia, era la pacificatrice e la capobanda. Berta era una maestra nel tirare fuori le più sciocche battute di famiglia, e adorava imitare il mio accento, il che ci ha portato molto divertimento. Amava scrivere e creare arte, ma soprattutto aveva un cuore compassionevole. Berta era sempre alla ricerca di opportunità per servire e nutrire coloro che sono spesso privati ​​dei diritti civili, dimenticati e trascurati.

 

L'arguzia e la padronanza delle parole di Berta non sono mai mancate. Ha usato spesso questo dono durante il suo instancabile lavoro di difesa della comunità LGBTQ + dei Santi degli Ultimi Giorni. Berta amava e cercava di seguire il Salvatore essendo un umile servitore di coloro che avevano bisogno di amore e cura. Una volta mi disse che ogni volta che serviva gli altri, sentiva di spezzare il pane con il Salvatore. Berta ha sostenuto in particolare i giovani LGBTQ + senza casa, che spesso cadono vittime di predatori. Ha lavorato per trovare loro un posto sicuro in cui vivere e accedere alle risorse sanitarie. Con tutto l'amore e la compassione che aveva nel cuore, Berta ha combattuto con ansia generalizzata e disturbi depressivi maggiori. Nel giugno 2018 Berta è morta per suicidio.

 

I giorni successivi alla morte di Berta sono stati alcuni dei giorni più difficili della mia vita. Mi sentivo "come un vaso rotto".7 A volte era difficile non soffocare o vedere la luce, ma la luce del Salvatore era lì, a confortarci e sostenerci come ci aveva sostenuti in passato. Molti angeli nei corpi di familiari, cari amici e la comunità LGBTQ + sono venuti a ministrarci, anche persone che non avevo mai incontrato prima. Per quanto la morte di Berta sia stata difficile per la nostra famiglia, sapere che ha ispirato e toccato molte vite è stata un'esperienza di guarigione per noi.

 

Ho trovato conforto nel consiglio dato dall'anziano Jeffrey R. Holland del Quorum dei Dodici alla conferenza generale di ottobre 2013:

 

Anche se possiamo sentirci “simil[i] a un vaso rotto”, come disse il salmista, dobbiamo ricordare che il vaso è nelle mani del vasaio divino. Le menti malate possono essere curate proprio come si guariscono le ossa rotte e i cuori spezzati. Mentre Dio si occupa di tali riparazioni, il resto di noi può contribuire essendo compassionevole, non critico e gentile.8

 

Se qualcuno di voi oggi si sente solo, spaventato o senza speranza, vi invito a cercare aiuto e a non prendere mai una soluzione catastrofica per una sfida temporale. Dio vi ama e voi avete un posto qui. Scegliete di vivere, cercate aiuto e ricordate quanto siete amati dal nostro perfetto Redentore, il Signore Gesù Cristo. Il nostro Salvatore ha sperimentato nel Getsemani tutto ciò che tutti noi abbiamo o sperimenteremo nella nostra vita. Conosce ognuno di noi personalmente e comprende i nostri dolori.

 

Questa è la promessa che abbiamo ricevuto con le parole del profeta Isaia

 

Tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico...

 

Perché io, l’Eterno, il tuo Dio, son quegli che ti prendo per la man destra e ti dico: ‘Non temere, io t’aiuto!’.9

 

Prego che possiamo mantenere il nostro impegno a rafforzare la nostra fede nel nostro Padre Celeste e nel Suo diletto Figlio. Prego che confidiamo nel Suo piano divino per noi. Dio ha una prospettiva completa ed eterna. Questa certezza mi fa andare avanti con speranza. Per favore, prendete la mano divina del Signore e lasciate che Lui vi guidi. Nel sacro nome del nostro Salvatore e Redentore, Gesù Cristo. Amen.

Notes


1. Isaiah 40:31.
2. Joshua 1:6, 9, 18.
3. Dieter F. Uchtdorf, “Living the Gospel Joyful,” Ensign, November 2014.
4. Jean B. Bingham, “How to Be Happy Now—and Forever,” BYU devotional address, 10 December 2019.
5. Kevin J Worthen, “The Light of the Y,” BYU devotional address, 6 September 2016.
6. Ronald A. Rasband, “By Divine Design,” Ensign, November 2017.
7. Psalm 31:12.
8. Jeffrey R. Holland, “Like a Broken Vessel,” Ensign, November 2013; quoting Psalm 31:12.
9. Isaiah 41:10, 13.

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This speech has ben translated by 
Carolina M. V. Cavallaro e Andre