Guarire dal razzismo attraverso Gesù Cristo

RYAN GABRIEL

BYU Assistant Professor of Sociology
Devotional given at BYU on April 6, 2021

Come rappresentanti di Cristo, possiamo lavorare duramente per guarire dal doloroso retaggio di razzismo che abbiamo ricevuto, eredità che si manifesta in modi nuovi e deleteri. Fare ciò ci aiuterà ad alleviare le sofferenze degli altri. Questo è ciò che il Salvatore ha fatto per ognuno di noi.

Nella primavera del 2018, sono stato abbastanza fortunato, insieme ad un gruppo della facoltà e colleghi amministrativi qui alla BYU, di viaggiare con un gruppo di studenti verso gli Stati Uniti meridionali per visitare alcuni dei più importanti siti per i diritti civili. Uno di questi era La Chiesa Battista della Sedicesima Strada in Birmingham, Alabama. La Chiesa Battista della Sedicesima Strada era un fulcro per le attività dei diritti civili tra il 1950 e il 1960. Era un punto di incontro per i leader dei diritti civili come il Dr. Martin Luther King Jr. e il reverendo Fred Shuttlesworth. I parrocchiani della chiesa marciarono attraverso le strade di Birmingham con la speranza che le loro azioni avrebbero reso una città profondamente divisa più integrante.

sono come dovrebbero essere, e sono bellissime.

ciao

Senza dubbio, è un peccato credere che il colore della propria pelle o il patrimonio culturale renda uno intrinsecamente migliore di un altro.

L'orgoglio in relazione alla razza e al razzismo può manifestarsi con grande sottigliezza, rendendosi difficile da sradicare.

Senza dubbio, è un peccato credere che il colore della propria pelle o il patrimonio culturale renda uno intrinsecamente migliore di un altro.

 

L'orgoglio in relazione alla razza e al razzismo può manifestarsi con grande sottigliezza, rendendosi difficile da sradicare.

Fuori dalla chiesa c’è una piccola targa in commemorazione della morte di quattro giovani ragazze: Addie Mae Collins, Cynthia Wesley, Carole Robertson, e Carol Denise McNair. Il 15 settembre, 1963, nel tentativo di fare del male e intimidire la comunità nera locale, quattro suprematisti bianchi piazzarono approssimativamente quindici candelotti di dinamite collegati ad un dispositivo a tempo sotto le scale di questa santa casa. La bomba esplose, uccidendo queste povere quattro ragazze. Mentre stavo fuori dalla chiesa di mattoni rossi, le lacrime scesero dai miei occhi. Piansi la perdita di queste giovani ragazze. Oggi sento riverenza per il coraggio Cristiano della loro comunità nel continuare a perseverare attraverso la tragedia e per aver insistito per i diritti civili di fronte ad un immenso pericolo.

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Anche i Santi degli Ultimi Giorni hanno subito folli violenze. Per esempio, il 30 ottobre del 1838  un insieme di famiglie fu attaccato in Hawn’s Mill in Missouri da una milizia non autorizzata. In questo massacro, molti degli uomini dei Santi degli Ultimi giorni si riunirono nella bottega del fabbro per organizzare una difesa. Tuttavia, i membri della milizia potevano facilmente far fuoco all’interno dell’edificio perchè c’erano larghe fessure nei muri. Alla fine, i membri della milizia entrarono nella struttura. Trovarono tre innocenti giovani uomini—Sardius Smith, Alma Smith, and Charles Merrick—a cui spararono. Due furono uccisi.

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Molti di noi sono consapevoli che la tragedia di Hawn’s Mill fu causata da pregiudizi religiosi. Potremmo anche avere poca se non alcuna conoscenza, tuttavia, di eventi come il bombardamento della Chiesa Battista della Sedicesima Strada che erano motivati da pregiudizi razziali. Ampliare la nostra comprensione della sofferenza degli altri può risvegliare la carità dentro di noi. I nostri cuori  possono connettersi in solidarietà grazie alla nostra comune esperienza nel lottare per la vita e per “averla in abbondanza”.1 Nel contemplare i momenti storici impegnativi attraverso le lenti del vangelo di Gesù Cristo, il nostro apprezzamento per questo bellissimo e possente potere guaritore del Principe della Pace aumenterà. Similmente, scopriremo indizi dalla vita e dai principi insegnati dal nostro Salvatore su come adempiere fedelmente all’incarico che il Presidente Russell M. Nelson ci ha dato di “abbandonare atteggiamenti e azioni di pregiudizio.” 2

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Ingiustizia Storica Razziale e il Soccorso di Gesù Cristo.

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Nella storia degli Stati Uniti c’è molto da ammirare — molto di più di quanto potrei raccontare se avessi tutta la settimana per parlare con voi. Un esempio di questa lodevole storia è la stesura della Costituzione e della Dichiarazione dei Diritti. Questi documenti ci hanno dato delle solide fondamenta e, come Anziano Quentin L. Cook ha affermato nell’agosto 2020 ad una conferenza all’università della BYU, “hanno benedetto questo paese e protetto le persone di ogni fede.” 3 Insieme all’onorevole storia della nostra nazione, ci sono, sfortunatamente, eventi come il bombardamento della Chiesa Battista della Sedicesima Strada che hanno segnato la storia della nostra nazione — eventi nei quali atti di ingiustizia razziale hanno distrutto famiglie e le loro comunità e hanno ostacolato le speranze di unità e appartenenza.

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Per chiarire, tra il 1830 e il 1850, i popoli dei Cherokee, Muscogee, Seminole, Chickasaw e Choctaw negli Stati Uniti furono sfollati dalle loro terre ancestrali. In questa migrazione forzata conosciuta come Sentiero delle Lacrime, hanno incontrato fame, pericoli, malattia, e morte. Durante la Grande Depressione, centinaia di migliaia di cittadini degli Stati Uniti con un retaggio messicano furono espulsi con la forza o costretti a lasciare il paese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, più di 100,000 giapponesi americani innocenti furono incarcerati in campi di concentramento. Certamente, scoprire di eventi come questi può tirari fuori una profonda compassione per le famiglie che hanno provato tali sofferenze e ingiustizia di matrice razziale.

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I casi di ingiustizia razziale si estendono ben oltre questi esempi nella storia degli Stati Uniti, ognuno dei quali è degno di una considerazione sincera. Nella mia ricerca, mi sono focalizzato principalmente su come atti di ingiustizia razziale hanno influenzato la comunità afroamericana. L’esempio più noto di ingiustizia razziale risale a quello che alcuni chiamano Il peccato originario Americano — la schiavitù. L’istituzione della schiavitù fu introdotta negli Stati Uniti nel 1600, quando circa 12.3 millioni di africani furono portati nelle Americhe.4 Un'enorme ricchezza fu generata per coloro che lavoravano nell'industria degli schiavi attraverso il lavoro ingiusto degli Africani — uomini, donne, e bambini.5  La vita quotidiana degli africani ridotti in schiavitù era disseminata di abusi orrendi. In alcuni casi venivano marchiati con ferri roventi sul volto o sul petto.6 Gli schiavi venivano frustati, forzati ad indossare maschere di ferro, messi alla gogna, aggrediti sessualmente e assoggettati ad altre forme di torture.7 Al di là delle torture, il libero arbitrio degli schiavi africani era duramente limitato da una serie di leggi chiamate il codice degli schiavi. Era, per esempio, illegale per una persona in schiavitù possedere proprietà, scambiare beni, lasciare la proprietà di uno schiavista senza permesso, imparare a leggere e scrivere, parlare la propria lingua natia, oppure sposarsi. Le famiglie africane non avevano diritti tutelati dalla legge, ciò significava che i bambini venivano strappati dalle gentili braccia dei loro genitori e le mogli venivano vendute, per non poter più guardare amorevolmente negli occhi dei loro mariti.8 La schiavitù era ed è un peccato contro le famiglie.

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Un’altra forma di ingiustizia razziale chiamata leasing per detenuti fu perpetrata contro gli afroamericani dopo la Guerra Civile. Durato fino ai primi anni ‘40, il leasing per detenuti era un sistema legale di schiavitù per cui gli stati del sud affittavano prigionieri a società private come miniere e fattorie. La base giuridica del leasing per detenuti trovava riferimento nel Tredicesimo Emendamento della Costituzione, che proibiva la schiavitù e servitù involontaria ma che esonerava coloro che erano coinvolti in crimini. Per trarre vantaggio da questo emendamento, gli stati del sud approvarono il codice per i neri. Queste leggi riguardavano solo gli afroamericani e li sottoponevano a procedimenti penali per i reati più banali — atti compiuti dalla maggior parte di noi, come andare in giro senza uno scopo apparente o infrangere il coprifuoco. Queste leggi posero  effettivamente le persone di colore, inclusi i bambini, sotto una nuova forma di schiavitù che li portò a condizioni di lavoro terrificanti che spesso si concludevano con la morte.9

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Oltre al leasing per detenuti, il linciaggio di persone di colore divenne una pratica comune dopo la Guerra Civile. Dal 1877 al 1950, furono circa 4400 i linciaggi documentati per lo più contro afroamericani. I linciaggi erano eventi brutali di torture pubbliche e mutilazioni che risaputamente attiravano folle di migliaia di persone. I linciaggi erano prevalentemente eseguiti da bianchi che terrorizzavano la comunità afroamericana riducendola ad uno stato di paura e sottomissione, e spesso i linciaggi venivano autorizzati da funzionari statali e federali.10 Per illustrare la selvaggia ingiustizia del linciaggio, parliamo di Mary Turner. Nel 1918, la signora Turner, una donna di colore che era incinta di otto mesi, fu linciata sul Ponte di Folsom in Georgia da una folla di bianchi. La motivazione data dalla folla per giustificare il linciaggio fu che la signora Turner si era espressa contro il linciaggio di suo marito.11

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È estremamente doloroso immaginare i nostri fratelli e sorelle così trattati. Possiamo trovare pace, comunque, nel fatto che il nostro Salvatore conosce e ha interamente provato l’esatta sofferenza di ogni schiavo africano, di ogni bambino di colore morto nelle miniere buie, di Maria Turner — insieme al suo bambino — appesa in agonia dal ponte di Folsom, e dei piccoli Sardius, Alma, e Charles a Hawn’s Mill. Egli ha patito le loro sofferenze per potersi prendere amorevolmente cura di loro. Questa sublime caratteristica del Redentore è evidenziata dal profeta Alma, che affermò che Gesù Cristo 

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prenderà su di sé la morte, per poter sciogliere i legami della morte che legano il suo popolo; e prenderà su di sé le loro infermità, affinché le sue viscere possano essere piene di misericordia, secondo la carne, affinché egli possa conoscere, secondo la carne, come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità.12

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La consapevolezza che Cristo soffre con noi può portare conforto ai nostri cuori e alle nostre menti mentre riflettiamo sulle ingiustizie subite dai nostri fratelli e sorelle.

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La creazione della Razza e trovare Pace in Gesù Cristo

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Lo sviluppo della nostra concezione moderna della razza, nella quale i gruppi sono definiti dalle loro caratteristiche fisiche, è stata stabilita attraverso una complessa storia del colonialismo, sistemi economici e nazioni emergenti e primi tentativi fuorvianti di comprendere le differenze comportamentali umane attraverso la scienza. Ad esempio, gli scienziati nel diciottesimo secolo iniziarono a classificare il mondo fisico, come piante e animali, e ciò si estese a gruppi di individui con tratti fisici simili. Alla fine questa linea di pensiero portò a sistemi di categorizzazione razziale ormai sfatati che tentavano di attribuire intelligenza e tratti comportamentali alle caratteristiche fisiche di vari gruppi razziali. I primi scienziati che crearono categorie razziali  pensavano che i bianchi fossero naturalmente superiori, il che contribuì a giustificare i mali della schiavitù africana e dei successivi sistemi di oppressione razziale in America.

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In un suo recente devozionale, Dallin H. Oaks, primo consigliere nella Prima Presidenza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha usato questa definizione di razzismo: “l’implicazione dell'idea che la propria razza sia superiore [alle altre] e abbia il diritto di governare [su di loro]."13 In altre parole, il razzismo è un'idea secondo cui esiste una gerarchia razziale in cui alcuni gruppi sono superiori agli altri. Nel contesto degli Stati Uniti, la gerarchia razziale pone i bianchi in alto e gli afroamericani e altre persone di colore in basso.

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La giustificazione per la gerarchia razziale nella storia iniziale degli Stati Uniti avvenne in molti modi. Oltre alle giustificazioni scientifiche fuorvianti per le differenze razziali che ho menzionato, interpretazioni distorte delle Sacre scritture sono state usate per sostenere che gli individui con ascendenza africana erano destinati alla servitù o erano in qualche modo figli di Dio inferiori. Razionalizzazioni come queste assolvevano gli individui del gruppo dominante dai loro pensieri, azioni e politiche razziste che avevano sviluppato per mantenere la loro posizione dominante. Di conseguenza molti, i quali godevano di vantaggi sociali a causa della propria razza, erano convinti che i loro vantaggi e lo scarso trattamento della società nei confronti dei gruppi dalla pelle più scura fossero approvati dalla natura e da Dio. Questa prospettiva li intrise della convinzione che la loro posizione in cima alla gerarchia razziale fosse “giusta” e non razzista, portando alcuni a pensare che l'oppressione degli afroamericani fosse giustificata.

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Caso in questione, nel 1955, su un autobus a Montgomery, Alabama, Rosa Parks rifiutò di cedere il suo posto a un uomo bianco. Rosa Parks fu arrestata. Durante quel periodo, gli afroamericani furono relegati a sedersi sul retro dell'autobus. Se l'autobus era pieno e una persona bianca entrava e voleva sedersi, un individuo afroamericano avrebbe dovuto stare in piedi. Poco dopo il suo arresto, i leader della chiesa nera, esemplificando saggezza e coraggio, iniziarono un boicottaggio del sistema autobus per incoraggiare politiche di trasporto pubblico più giuste. Decine di individui nella comunità nera scelsero di camminare e di viaggiare in macchina insieme invece di andare sull'autobus. Questa azione ebbe importanti conseguenze economiche sulla linea autobus perché gli afroamericani rappresentavano il 75% dei loro clienti.14

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In risposta all'azione collettiva della comunità nera, a due leader del boicottaggio — il dottor Martin Luther King Jr. e il reverendo Ralph Abernathy — fu incendiata la casa. Anche la casa di un reverendo luterano bianco di nome Robert Graetz, che servì in una congregazione nera a Montgomery e che sostenne fortemente il boicottaggio degli autobus, fu incendiata. Inoltre, la città citò in giudizio Martin Luther King Jr. e ottantanove altri in tribunale statale sulla base del fatto che era illegale boicottare il sistema autobus.15 Dott. King fu considerato colpevole. Poco dopo il suo verdetto di colpevolezza, nel 1956, 381 giorni dopo l'inizio del boicottaggio, la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la sentenza di un tribunale distrettuale che le leggi sulla segregazione razziale dell'Alabama per gli autobus erano incostituzionali. Il giorno dopo, Rosa Parks guidò un autobus accessibile a entrambe le razze.

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Ci volle fede perché i boicottatori sopportassero queste umiliazioni quotidiane, camminassero risolutamente nella pacifica protesta cristiana e provassero ancora gioia. Immagino che alcuni di questi individui profondamente cristiani che rappresentavano ciò che era giusto, sia bianchi che neri, riflettessero in momenti di pacifica solitudine sulle parole del nostro Salvatore:

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Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno de’ cieli.

 

Beati quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati.

 

Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra.

 

Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia perché essi saranno saziati.

NOTES

1. John 10:10.
2. Russell M. Nelson, “Let God Prevail,” Ensign, November 2020.
3. Quentin L. Cook, “Be Not Weary in Well-Doing,” BYU university conference address, 24 August 2020. 
4. The number 12.3 million represents the estimate of African slaves trafficked to the Americas from 1501 to 1875. See Trans-Atlantic Slave Trade—Estimates, SlaveVoyages, slavevoyages.org/assessment/estimates.
5. See Edward E. Baptist, The Half Has Never Been Told: Slavery and the Making of American Capitalism (New York: Basic Books, 2016).
6. See Frederick Douglass, “Farewell Speech to the British People,” London, England, 30 March 1847, in Frederick Douglass: Selected Speeches and Writings, ed. Philip S. Foner and abr. Yuval Taylor (Chicago: Lawrence Hill Books, 1999), 59.
7. See Thomas Branagan, The Penitential Tyrant; or, Slave Trader Reformed: A Pathetic Poem, in Four Cantos (New York: Samuel Wood, 1807), 270–71; Eugene D. Genovese, Roll, Jordan, Roll: The World the Slaves Made (New York: Vintage, 1976), 64; and Deborah Gray White, Ar’n’t I a Woman?: Female Slaves in the Plantation South (New York: W. W. Norton, 1999).
8. See Matthew Desmond and Mustafa Emirbayer, Race in America (New York: W. W. Norton, 2020), 62–63.
9. See “Convict Leasing,” Equal Justice Initiative, 1 November 2013, eji.org/news/history-racial-injustice-convict-leasing; also Douglas A. Blackmon, Slavery by Another Name: The Re-Enslavement of Black Americans from the Civil War to World War II (New York: Anchor Books, 2009).
10. See Equal Justice Initiative, Lynching in America: Confronting the Legacy of Racial Terror, 3rd ed. (2017), eji.org/wp-content/uploads/2020/09/lynching-in-america-3d-ed-091620.pdf.
11. See Equal Justice Initiative, “On This Day—May 19, 1918: Mary Turner, Pregnant, Lynched in Georgia for Publicly Criticizing Husband’s Lynching,” A History of Racial Injustice, calendar.eji.org/racial-injustice/may/19.
12. Alma 7:12.
13. Random House Dictionary of the English Language, unabridged edition, 1973, s.v. “racism,” 1184; quoted in Dallin H. Oaks, “Racism and Other Challenges,” BYU devotional address, 27 October 2020.
14. See Emily Hess, s.v. “Montgomery Bus Boycott,” in Charles A. Gallagher and Cameron D. Lippard, eds., Race and Racism in the United States: An Encyclopedia of the American Mosaic, 4 vols. (Santa Barbara, California: ABC-CLIO, 2014), 2:807.
15. See Martin Luther King Jr. Encyclopedia, s.v. “State of Alabama v. M. L. King, Jr., Nos. 7399 and 9593,” Martin Luther King, Jr. Research and Education Institute, Stanford University, kinginstitute.stanford.edu/encyclopedia/state-alabama-v-m-l-king-jr-nos-7399-and-9593.
16. Matthew 5:3–10.
17. See Mosiah 18:9.
18. John 15:13.
19. Katherine Schaeffer, “Racial, Ethnic Diversity Increases Yet Again with the 117th Congress,” Fact Tank: News in the Numbers, Pew Research Center, 28 January 2021, pewresearch.org/fact-tank/2021/01/28/racial-ethnic-diversity-increases-yet-again-with-the-117th-congress
20. “Church Releases Statement Condemning White Supremacist Attitudes,” Church News, Church of Jesus Christ, 15 August 2017, churchofjesuschrist.org/church/news/church-releases-statement-condemning-white-supremacist-attitudes?lang=eng.
21. Nelson, “Let God Prevail.”
22. See Douglas S. Massey, Jacob S. Rugh, Justin P. Steil, and Len Albright, “Riding the Stagecoach to Hell: A Qualitative Analysis of Racial Discrimination in Mortgage Lending,” City and Community 15, no. 2 (June 2016): 118–36.
23. 2 Nephi 26:25.
24. Matthew 22:36–40.
25. See Heather A. O’Connell, “The Impact of Slavery on Racial Inequality in Poverty in the Contemporary U.S. South,” Social Forces 90, no. 3 (March 2012): 713–34.
26. See 3 Nephi 11:14.
27. See Marianne Bertrand and Sendhil Mullainathan, “Are Emily and Greg More Employable Than Lakisha and Jamal? A Field Experiment on Labor Market Discrimination,” American Economic Review 94, no. 4 (September 2004): 991–1013. For a more recent analysis, see S. Michael Gaddis, “Discrimination in the Credential Society: An Audit Study of Race and College Selectivity in the Labor Market,” Social Forces 93, no. 4 (June 2015): 1451–79.
28. 2 Nephi 26:33.
29. See Matthew 18:21–22.
30. John 15:12.
31. See Isabel Wilkerson, Caste: The Origins of Our Discontents (New York: Random House, 2020), 16.
32. D&C 97:21.
33. See David W. Blight, Frederick Douglass: Prophet of Freedom (New York: Simon and Schuster, 2018).
34. See Ida B. Wells, Crusade for Justice: The Autobiography of Ida B. Wells, ed. Alfreda M. Duster (Chicago: University of Chicago Press, 2020).
35. See Maegan Parker Brooks, Fannie Lou Hamer: America’s Freedom Fighting Woman (Lanham, Maryland: Rowman and Littlefield, 2020).

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This speech was translated by
Carolina Cavallaro, Franco Borrelli e Michele Trevisan