"Io Posso Ogni Cosa in Colui Che Mi Fortifica"

SORELLA SAHAR QUMSIYEH
Membro della Facoltà di Matematica
Devozionale tenuto alla BYU-Idaho il giorno 11 Maggio 2021

Vi ho chiesto sul forum di discussione di dirmi perché sentite di aver bisogno di Gesù Cristo nella vostra vita. Grazie per i vostri commenti. Adoro il commento di Trisha Kempton. Scrive: “Ho bisogno del mio Salvatore perché so che non sono niente senza di Lui. I miei deboli tentativi di servire, imparare e crescere non mi farebbero arrivare lontano senza la Sua mano maestosa. Ho avuto molte esperienze che mi hanno aiutato a comprendere ciò. Lui è venuto a salvarmi più e più volte. Il Suo amore trascende ogni amore.”
 
Molti di voi hanno scritto che avete bisogno del Salvatore perché vi aiuta a superare le vostre debolezze. Vorrei concentrarmi su questo oggi. Vorrei parlare riguardo al potere capacitante che il Salvatore ci dà. Gesù Cristo è fonte di forza, potere, luce, guarigione e speranza nelle nostre vite. 
 
Presidente Dallin H. Oaks, riguardo al Salvatore,  ha detto: 
 
L’Espiazione del nostro Salvatore va ben oltre il garantirci l’immortalità mediante una risurrezione universale e darci l’opportunità di essere purificati dal peccato tramite il pentimento e il battesimo. La Sua Espiazione fornisce anche l’opportunità di fare appello a Lui che ha provato tutte le nostre infermità terrene affinché ci dia la forza di sopportare i fardelli della vita terrena. Egli conosce le nostre pene ed è lì per noi. Come il buon samaritano, quando ci trova feriti ai margini del nostro cammino Egli fascia le nostre ferite e si prende cura di noi. Il potere di guarigione e fortificatore di Gesù Cristo e della Sua Espiazione è a disposizione di tutti coloro che chiedono. Ne porto testimonianza come porto pure testimonianza del nostro Salvatore, che rende tutto questo possibile.[1]
 
Vorrei concentrarmi su due cose in questo mio discorso:
  1. Il Salvatore ci dà un potere che va oltre le nostre abilità
  2. Il Salvatore ci dà forza per sostenere le prove
 
Il Salvatore ci dà un potere che va oltre le nostre abilità
 
A volte pensiamo di non essere capaci di fare determinate cose. Sento commenti dei miei studenti del tipo “Il mio cervello non è fatto per la matematica” o “Non sono bravo in matematica.” È vero che ci sono persone più brave in matematica di quanto lo siate voi, ma ciò non vuol dire che non possiate farcela. Significa semplicemente che dovete metterci più impegno degli altri. Concentrarci sulle nostre debolezze può ostacolare il nostro progresso. Potremmo pensare di essere nati con determinati talenti e abilità; potremmo credere che essi debbano far parte dei nostri geni. Non è questo il caso. 
 
Pensate che Nefi fosse in grado di costruire una nave? Sarebbe riuscito il fratello di Giared a illuminare le imbarcazioni buie? Pensate che Noè fosse capace di costruire un’arca che trasportasse due animali per ogni specie della terra? Pensate che Mosè avesse il potere di aprire le acque? In realtà, no. Nessuno di questi uomini aveva il potere di fare alcuna di queste cose. Tuttavia, tutti avevano qualcosa in comune. Tutti loro sapevamo come attingere al potere di qualcuno che poteva - il potere del Salvatore. 
 
È importante per noi imparare come attingere a quel potere. L’Espiazione (in Inglese, atonement) significa letteralmente “con una sola mente” (“at-one-ment”), o diventare uno con Dio. Il Salvatore ci ha dato il potere di diventare dei. Ha fatto in modo che noi potessimo compiere miracoli tramite Lui. Però dobbiamo comprendere che questo tipo di potere non è gratuito. Vi è solo una cosa che il Salvatore, attraverso la Sua Espiazione, ci ha dato gratuitamente ed è il potere di sconfiggere la morte. Tutto ciò che ci offre all’infuori di questo viene “dopo aver fatto tutto ciò che possiamo fare.”[2]
 
Per esempio Gesù Cristo ci ha promesso la vita eterna, ma solo dopo che abbiamo dimostrato la nostra fede in Lui, obbediamo ai Suoi comandamenti e perseveriamo fino alla fine. Allo stesso modo, Egli ci dà il potere di muovere le montagne, ma solo dopo che facciamo tutto ciò che possiamo fare e che abbiamo fiducia in Lui. Il potere di cambiare le nostre vite, cambiare il mondo e compiere miracoli è dentro ognuno di noi. Tuttavia, abbiamo bisogno di essere abbastanza umili per renderci conto che, alla fine, non siamo noi a compiere i miracoli - è Lui. 
 
Di tanto in tanto, mi capitano studenti che non fanno i compiti a casa, raramente vengono in classe e quando arrivano la fine del semestre mi chiedono: “Sorella Qumsiyeh, c’è qualcosa che posso fare per superare il suo esame? Offre dei crediti extra?”
 
So che adesso state sorridendo perché sapete di aver fatto lo stesso ai vostri insegnanti. Questo è quello che vorrei dire allo studente che pone quella domanda: “Dovresti inventare una macchina del tempo, andare indietro e fare ciò che avresti dovuto fare durante il semestre. Non hai superato l’esame perché non hai dato del tuo meglio. È troppo tardi.”
 
Abbiamo veramente la speranza di stare davanti al Salvatore il giorno del giudizio e aspettarci che Lui ci salvi senza che facciamo la nostra parte? Ci aspettiamo veramente che Lui ci faccia entrare nel regno celeste e semplicemente ci salvi? No, non è così che funziona l’Espiazione. Non funziona a meno che noi non diamo del nostro meglio. Certamente, il nostro meglio potrebbe non essere abbastanza. Infatti, raramente lo è. Ma se facciamo del nostro meglio e abbiamo fede in Lui, Egli magnifica i nostri sforzi. Il fratello di Giared non poteva fare in modo che le 16 pietri brillassero, ma passò ore a prepararle per poi portarle umilmente al Signore, in pratica dicendo: “Ecco il mio piccolo sforzo; rendilo grande”. E così fece il Signore.[3]
 
L’Anziano David A. Bednar ha detto: “Il potere dell’Espiazione rende possibile il pentimento e calma l’angoscia causata dal peccato; ci fornisce, inoltre, la forza di vedere e fare il bene, e di diventare buoni in modi che non potremmo mai immaginare o raggiungere con le nostre limitate capacità mortali.”[4]
 
Vorrei condividere con voi un’esperienza personale riguardante questo principio. Sono cresciuta vicino a Betlemme e l’unico ramo dove potevo partecipare alle riunioni della chiesa era il Centro della BYU a Gerusalemme. Ai palestinesi che vivevano nella Cisgiordania non era permesso l’accesso a Gerusalemme, così per anni ci sono dovuta entrare di nascosto per poter seguire le riunioni della chiesa, rischiando di essere arrestata e capitò più volte che mi sparassero. Era un viaggio di tre ore durante le quali dovevo superare colline, scalare muri e nascondermi dai soldati. Sentivo che ogni domenica mi veniva data la forza e la protezione necessarie per poter arrivare in chiesa. 
 
Ricordo una domenica in particolare. Mi venne chiesto di fare un discorso alla riunione sacramentale quella settimana. Tuttavia, il giorno prima ci venne imposto un coprifuoco dai soldati israeliani. Il coprifuoco a Betlemme non è qualcosa che va violato. È un coprifuoco che dura tutto il giorno e a volte va avanti per settimane. Non ti è permesso di lasciare la tua casa per nessuna ragione. Chiunque lasci la propria casa rischia di farsi sparare. 
 
Per qualche ragione, sentii che il Padre Celeste voleva che io facessi il mio discorso, ma mi chiesi in che modo si aspettasse che arrivassi in chiesa! Cioè, anche se fossi riuscita ad uscire da casa mia senza che mi sparassero, non avevo una macchina al tempo. Come avrei trovato trasporti pubblici per arrivare a Gerusalemme? Non c’era nessuno per le strade se non i soldati. 
 
Decisi di fare tutto ciò che potevo. Mi inginocchiai e in poche parole dissi al Padre Celeste che tutto ciò che potevo fare era uscire. Potevo arrivare fino a quello. Al resto avrebbe dovuto pensare Lui. 
 
Fu ciò che feci. Indossai i miei vestiti della domenica, uscii di casa, attraversai il porticato e arrivai in strada. Sorprendentemente, c’era un taxi davanti casa mia! Ora, noi viviamo in una piccola strada. Non vediamo mai i taxi passare per la nostra via, anche nei giorni normali. Mi avvicinai al tassista e gli chiesi dove stesse andando. Indovinate dov’era diretto? A Gerusalemme, ovviamente. Proprio dove volevo andare io! C’erano altre persone con lui nel taxi, ma aveva ancora posto per una persona. 
 
Il tassista sapeva esattamente quali strade erano controllate dai soldati e le evitò. Poi arrivammo al punto in cui c’era solo una strada che usciva dalla città, e in quella strada c’erano soldati. Il tassista decise di andare fuori strada per evitarli. Si diresse verso un campo di fieno. Guidò per i campi per circa mezz’ora. C’erano molte buche, molta polvere e molte rocce. Infine, trovammo una strada sterrata. Ero così felice di non essere più in un campo! Tuttavia, pochi minuti dopo, vedemmo davanti a noi un mucchio di rocce che bloccavano la strada. Pensai che avremmo dovuto girarci e tornare indietro. Fortunatamente, il tassista aveva molta più speranza e coraggio di me. Lasciò la stradina e si infilò in un campo di ulivi. Si fece strada tra gli alberi finché non aggirò il mucchio di rocce. 
 
Arrivai in chiesa quel giorno. Mentre entravo nel Centro di Gerusalemme, ebbi modo di riflettere sul mio viaggio e pensai: “Era impossibile!” Non avrei mai potuto arrivare in chiesa solo con le mie forze quel giorno. Lo sforzo che feci, solo di uscire di casa, era così piccolo in confronto al miracolo che il Signore compì.
 
Fratelli e sorelle, ci arrendiamo troppo facilmente, specialmente quando qualcosa ci sembra impossibile o difficile. 
 
Nel devozionale della scorsa settimana, Fratello Doug Thompson ha detto che per completare il viaggio, dobbiamo abbandonare la fretta di arrenderci. Questo lo facciamo cercando i nutrienti spirituali e ricercando la vita celeste.[5] Se continuiamo a tentare, raggiungeremo la nostra meta. 
 
Nelle vostre classi, fate del vostro meglio! Nel vostro lavoro, fate del vostro meglio! Nelle vostre chiamate in chiesa, nella vostra casa e in qualunque cosa voi facciate, fate il meglio che potete. Il Signore santificherà i vostri sforzi e li farà bastare se vi avvicinate a Lui con fede e chiedendo il Suo potere dall’alto. 
 
Ascolatate cosa dice Presidente Russell M. Nelson:
 
Un altro elemento per richiamare il potere del Salvatore nella nostra vita consiste nel volgerci a Lui con fede. Per farlo è necessario uno sforzo diligente e concentrato… Quando cercate il potere del Signore nella vostra vita con la stessa intensità con cui una persona che sta annegando e boccheggiando cerca di respirare, il potere di Gesù Cristo è vostro. Quando il Salvatore sa che volete davvero protendervi verso di Lui — quando può sentire che il più grande desiderio del vostro cuore è di richiamare il Suo potere nella vostra vita — lo Spirito Santo vi guida a sapere esattamente che cosa dovete fare. Quando vi sforzerete spiritualmente più di quanto abbiate mai fatto prima, il Suo potere fluirà in voi.[6]
 
Il Salvatore ci dà forza per sostenere la nostre prove
 
Il secondo punto di cui voglio parlare oggi è che il Salvatore ci dà forza per sostenere le nostre prove.
 
Vi sentite mai come se qualcuno avesse spento la luce nella vostra vita senza più riaccenderla? Vi sembra che la vostra vita si sia fermata dopo l’avvento del COVID? A volte quando affrontiamo le prove iniziamo a sentirci soli ed abbandonati.
 
Viviamo in un’era in cui l’Internet ci ha insegnato che possiamo avere risposte subito. I fast food ci hanno insegnato che possiamo trovare immediatamente cibo quando siamo affamati. A volte di fronte alle prove, desideriamo che spariscano, subito! Negli anni, sono arrivata a capire che il Padre Celeste raramente ci toglie le prove. Nonostante ciò, Egli ci dà la forza per sopportarle e imparare da esse. 
 
Nel libro di Alma, leggiamo riguardo alla missione del Salvatore:
 
Ed egli andrà, soffrendo pene e afflizioni e tentazioni di ogni specie; e ciò affinché si possa adempiere la parola che dice: egli prenderà su di sé le pene e le malattie del suo popolo.
 
E prenderà su di sé la morte, per poter sciogliere i legami della morte che legano il suo popolo; e prenderà su di sé le loro infermità, affinché le sue viscere possano essere piene di misericordia, secondo la carne, affinché egli possa conoscere, secondo la carne, come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità.[7]
 
Il Salvatore non ha solo preso su di sé i nostri peccati; ha portato tutto il nostro dolore, la nostra tristezza e la nostra sofferenza. Lui, e solo Lui, sa come soccorrerci e aiutarci quando siamo in difficoltà. Qualche volta lasciamo che le tenebre delle prove oscurino la nostra capacità di vedere il Salvatore. Falliamo nel guardare a Lui. Dubitiamo e ci chiediamo se mai la notte avrà fine. Se vi sentite in un luogo buio, soli e spaventati, vi prometto che troverete conforto se fisserete lo sguardo sulla Luce del Mondo, il Salvatore Gesù Cristo. Quando Lui è il punto focale delle nostre vite, vedremo più chiaramente e avremo più determinazione. Sentiremo il Suo amore per noi. 
 
L’Anziano Lawrence E. Corbridge ha detto: “La vita è difficile per tutti noi, ma è anche semplice. Abbiamo solamente due scelte. Possiamo seguire il Signore ed essere investiti del Suo potere e avere pace, luce, forza, conoscenza, fiducia, amore e gioia o possiamo prendere un’altra via, una qualunque, e percorrerla da soli, senza il Suo sostegno, senza il Suo potere, senza guida, tra le tenebre, il tumulto, il dubbio, il dolore e la disperazione. Io mi chiedo quale sia la via più facile.”[8]
 
Se siete in difficoltà adesso, vi invito a rivolgervi al Salvatore. Quando Pietro distolse lo sguardo dal Salvatore, ebbe paura e iniziò ad affondare. Gridò: “Signore, salvami!”[9] Proprio come Cristo fece quando Pietro chiese il Suo aiuto nel mare in tempesta, Egli tenderà la mano verso di voi e vi solleverà. Potrebbe non calmare le vostre tempeste, ma vi darà la forza di sopportarle.
 
Il Presidente Nelson ha detto: “[La gioia che proviamo] ha poco a che fare con le circostanze in cui viviamo ma dipende totalmente da ciò su cui incentriamo la nostra vita. Quando incentriamo la nostra vita sul piano di salvezza di Dio … e su Gesù Cristo e sul Suo vangelo, possiamo provare gioia a prescindere da ciò che sta accadendo — o non accadendo — in essa. La gioia scaturisce da Lui e grazie a Lui. … Per i Santi degli Ultimi Giorni, Gesù Cristo è gioia!”[10]
 
Come facciamo a rendere Cristo il punto focale delle nostre vite? Beh, iniziamo con lo spegnere tutte le altre fonti - i nostri giochi, i nostri cellulari, le nostre televisioni- e con il concentrarci su Cristo. Leggiamo riguardo a Lui e Lo seguiamo. Quando ho obbedito al comandamento del profeta di leggere il Libro di Mormon sottolineando ogni versetto che parlasse del Salvatore, è stato come se la mia vita si riempisse di luce. Mi sono sentita più felice e determinata.
 
Invito anche voi a seguire il comandamento del profeta. Siate più concentrati durante il vostro studio delle Scritture. Cercate i versetti che parlano del Salvatore e imparate come applicare i Suoi insegnamenti nelle vostre vite. Mano a mano che Lo conoscerete meglio, sentirete la Sua luce riempire la vostra vita. Sentirete le vostre paure e dubbi sparire. 
 
Lloyd Newell ha detto:
 
Quando l’oscurità attorno a noi sembra sopraffarci, quando sembra che non si trovi nessuna luce, aiuta il ricordarsi che anche quando non possiamo vederlo, il sole splende sempre. Potrebbe essere nascosto dalle nuvole ombrose della vita quotidiana, ma è sempre là. Forse la notte ha reso la luce un ricordo lontano, ma l’oscurità è sempre l’araldo dell’alba. Indipendentemente dall’oscurità nelle nostre vite, la luce dell’amore di Dio risplende ancora e può riempire i nostri cuori. Sì, vi è molto nella vita che porta tristezza e angoscia, ma Dio ha anche riempito il mondo con la Sua luce e amore in abbondanza. Se la cerchiamo e la troviamo, questa luce può riempire le nostre vite come il sole nell’anima.”[11]
 
Fratelli e sorelle, proprio come le 16 pietre di Mahonri vennero toccate e fatte risplendere, quando Egli tocca i nostri cuori, anche noi possiamo risplendere. Quando seguiamo Gesù Cristo, che è la luce del mondo, possiamo anche noi riflettere la Sua luce e risplendere. Se attingiamo al Suo potere, possiamo togliere gli altri dal sentiero oscuro e indirizzarli verso il Salvatore. Aggiungiamo più luce alle nostre vite seguendo i Suoi passi. Più siamo vicini a Lui, più brillante è la nostra luce e anche il mondo che ci circonda. 
 
Porto testimonianza che il nostro Salvatore, Gesù Cristo, vive e che Egli è veramente la “luce che brilla nelle tenebre, e le tenebre non la comprendono.”[12] Egli diede la Sua vita per noi, non solo per salvarci dal peccato, ma anche per permetterci di diventare come Lui. Potrebbe essere l’unico in questo momento a capire ciò state passando. Inginocchiatevi e chiedete il Suo aiuto. Porto testimonianza che Lui è sempre stato al vostro fianco. Egli è sempre pronto a guidarvi, rafforzarvi, facilitarvi, e anche a trasportarvi se necessario. Diamo ascolto al Suo invito: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo.”[13]
 
Adoro questa promessa fatta dall’Anziano Neil L. Andersen:
 
“Se accrescerete la fede nel Signore Gesù Cristo riceverete ulteriore forza e maggiore speranza. A voi, che siete giusti, il Guaritore della nostra anima, a Suo tempo e a Suo modo, guarirà tutte le ferite. Nessuna ingiustizia, né persecuzione, né prova, né tristezza, né pena, né sofferenza, né ferita — per quanto profonde, grandi, dolorose — saranno escluse dal conforto, dalla pace e dalla speranza duratura di Colui le cui braccia aperte e le cui mani ferite ci accoglieranno nuovamente alla Sua presenza.”[14]
 
Porto testimonianza che Cristo è il Grande Guaritore. Egli è il mio Redentore, Salvatore e Amico. Porto testimonianza dell’amore grandioso che Egli ha per tutti noi. Ha sofferto così che noi non dovessimo farlo se decidiamo di seguirLo. InvitiamoLo nelle nostre vite e permettiamo al Suo tocco guaritore di curare i nostri cuori e le nostre anime. Richiediamo il Suo grande potere così da poter compiere miracoli con il Suo aiuto. Nel nome di Gesù Cristo, amen. 
NOTES:
 
[1] Dallin H. Oaks, “Rafforzati dall’espiazione di Gesù,” Liahona, Novembre 2015.
[2] 2 Nefi 25:23.
[3] Vedere Ether 3.
[4] David A. Bednar, “Essi tacitarono dunque i loro timori,” Liahona, Maggio 2015.
[5] Vedere Doug Thompson, “Living a Celestial Life,” Devozionale BYUI, 4 Maggio, 2021. (English only).
[6] Russell M. Nelson, “Richiamare il potere di Gesù Cristo nella nostra vita,” Liahona, Maggio 2017.
[7] Alma 7:11–12; enfasi aggiunta.
[8] Lawrence E. Corbridge, “La via,” Liahona, Novembre 2008.
[9] Matteo 14:30.
[10] Russell M. Nelson, “Gioia e sopravvivenza spirituale,” Liahona, Novembre 2016.
[11] Lloyd D. Newell, “Look for the Light,” Music and the Spoken Word, 2 Aprile, 2017. (English only).
[12] Dottrina e Alleanze 45:7.
[13] Matteo 11:28.
[14] Neil L. Andersen, “Feriti,” Liahona, Novembre 2018.
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Questo discorso è stato tradotto
da
Michele Trevisan