Imparare i Veri Principi della Vita

Fratello Paul Roberts

preside associato della facoltà di educazione e sviluppo umano.
Devozionale tenuto presso la BYUI il 9 Febbraio 2021

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima. Puoi imparare molto su una persona quando la guardi negli occhi. Come assistente sociale ho avuto molte opportunità per guardare negli occhi dei miei clienti ed ascoltare le loro storie. Molte storie dei miei clienti erano tristi o tragiche. Le loro difficoltà erano portavano pesantezza e inquietudine alla mia anima. Ho anche guardato negli occhi amici e familiari che hanno portato fardelli difficili da portare e hanno affrontato sfide che sembravano non avere risposte chiare. E ho guardato negli occhi dei miei studenti, che oltre ad avere sfide nelle proprie vite, come quelle della mia famiglia, dei miei amici e dei miei clienti, avevano il fardello del riuscire a fare bene i loro compiti ed esami. In breve, ho guardato negli occhi le persone con i problemi della vita. E dico "problemi" perché non ho mai incontrato nessuno che avesse un solo problema.

 

Vorrei che fosse possibile sedersi con ognuno di voi e parlare a quattr’occhi ascoltando la vostra storia —i trionfi e le sfide della vostra vita. Siccome non è possibile, dovrò immaginare quella discussione. 

 

Immagino che i vostri occhi sorridano un po' mentre parliamo e condividete la vostra storia. Immagino anche che, in quell'intreccio di storie divertenti sulle avventure della vita e i grandi piani per il futuro, voi condividiate i problemi o le prove che includono dolore, perdita, ansia, delusione e ferite sia fisiche che emotive. Queste esperienze con i problemi sono ciò che tutti noi abbiamo in comune. 

 

Perché è così? Perché tutti noi abbiamo problemi? Non dovremmo provare gioia? Non è quello lo scopo della nostra esistenza? Dopotutto: "Adamo cadde affinché gli uomini potessero essere; e gli uomini sono affinché possano provare gioia"[1]. I problemi non intralciano la strada per arrivare alla gioia?

 

Come giovane uomo ho ricevuto un consiglio saggio dal mio patriarca di palo Keith Ricks riguardo ai problemi. Quel consiglio, negli anni, ha continuato a ripresentarsi nella mia mente. È una verità che si trova nelle Scritture, [2] ma lo disse in modo da permettermi di coglierne direttamente il semplice senso.

 

Disse: " il Signore non può insegnarti i veri principi della vita a meno che non ti sia permesso di risolvere i problemi". Sembra quasi sia un privilegio avere problemi, perché possiamo imparare da essi. Può essere vero? L’anziano Jeffrey R. Holland lo disse in questo modo: "La vita è sempre stata un po' caotica"[3]. Amo questa dichiarazione. Sembra descrivere la mia vita, il mio garage e possibilmente la vostra stanza. Lui continua dicendo: “Ma c'è sempre una via… ogni tanto arriverà una pandemia. Con l'aiuto di Dio noi la gestiremo, saremo migliori grazie ad essa e saremo eternamente benedetti dalle lezione che vi impareremo" [4].

 

La vita è difficile. Avremo problemi, grandi problemi, ma ci sono veri principi della vita da imparare avendo problemi, affrontando problemi e superando problemi. Oggi mi piacerebbe analizzarne solo una manciata, che sono stati principi potenti nella mia vita. 

 

Vero Principio di vita n.1: Ricorda la speranza in Cristo

 

Quando discutevo di questo argomento con mia moglie, Kelly, lei diede questo consiglio: "Quando siamo circondati dalle difficoltà, volgi lo sguardo al piano. Abbi speranza in Cristo". Forse la speranza in Cristo è uno dei veri principi della vita che possiamo imparare solo risolvendo i problemi. 

 

Quando affrontiamo dei problemi Satana dice che non possiamo essere migliori e che dovremmo arrenderci. Non solo lui è il padre delle bugie, lui nutre anche rabbia, scoraggiamento, disperazione e paura.[5] Se senti una di queste emozioni lui ne è l'autore. 

 

Cristo, d'altro canto, ha un messaggio di speranza che è riassunto in una delle mie Scritture preferite: "Poiché in verità vi dico: io voglio che vinciate il mondo; pertanto avrò compassione di voi"[6]. Cristo vinse il mondo.[7] Lui era obbediente e libero dal peccato. Lui si aspetta da noi le stesse cose e la Sua compassione e la Sua Grazia lo rendono possibile. Ed è qui che entra in gioco la speranza. Quando falliamo — cosa che facciamo tutti — e veniamo a Cristo con sincerità, Lui dice: "Me ne sono preso cura, provaci di nuovo senza il fardello della colpa e del peccato. Dammi la tua rabbia, la tua disperazione e i tuoi dolori e provaci di nuovo con un cuore felice e speranzoso". Quindi, proviamo di nuovo e falliamo. Se torniamo di nuovo a Lui dirà la stessa cosa: "Ci penso io; provaci di nuovo con speranza". Il processo continua finché siamo in grado di vincere il mondo come Lui ha fatto. 

 

Sono così grato per il mio salvatore Gesù Cristo e per la Sua Grazia, la Sua pazienza e il Suo Amore per me. Per nutrire la vostra speranza in Cristo invito ognuno di voi a rivedere e ricordare la compassione che Cristo ha per voi man mano che affrontate ogni problema nella vostra vita. Scrivete i vostri pensieri e condivideteli con qualcuno.

 

Vero principio di vita n. 2: Ricorda chi sei

 

C’è del potere nel sapere chi siete. So che l'avete sentito più e più volte, ma è vero, e fa la differenza quando capisci di essere un figlio di Dio. [8] Sei un essere spirituale con un valore infinito e un potenziale infinito.[9] Gli antichi profeti come Mosè e Abramo lo sapevano e trascrissero la loro scoperta di questa verità nelle scritture. Lo impariamo tutti personalmente in quei momenti di quiete in cui lo Spirito testimonia questa verità alle nostre anime. I problemi della vita ci mettono alla prova e ci aiutano a ricordarci chi siamo. Risolvere questi problemi ci aiuta a diventare chi siamo destinati a diventare. 

 

Mio figlio Thomas sta attualmente svolgendo una missione. Diversi mesi fa, il suo presidente di missione gli ha fatto la domanda "Cosa pensa Cristo di te?" La risposta a questa domanda ci aiuta a capire il nostro valore a causa di chi siamo veramente. Ho posto la stessa domanda al forum di discussione del devozionale. Ecco alcune risposte.

 

Tilly Morrison ha detto: “Lui pensa che io sia importante. Sono importante per Lui. " Noemi Birkenfelde ha detto: "Egli ha pensato che valesse la pena morire per me". Verona Johnson ha detto: “Lo Spirito mi fa sentire che sono amata da Dio. Queste sensazioni sono così profonde e piene di amore che mi fanno piangere".

 

Queste sono risposte molto acute che rafforzano la mia fede e la mia comprensione di chi sono. Invito ciascuno di voi, che mi ascoltate oggi, a scrivere la vostra risposta alla stessa domanda: cosa pensa Cristo di te?

Ecco alcune cose a cui pensare mentre riflettete su questa domanda. Nonostante i nostri problemi e talvolta grossolani errori e peccati, Cristo dice cose come: "Nonostante i [tuoi] peccati, le mie viscere sono piene di compassione verso di [te]". [10] Avete provato la compassione? Avete sentito il desiderio di alleviare il dolore e le afflizioni degli altri? Questo è ciò che Cristo sente per voi.

 

Lo dice anche di ciascuno di noi. "Tuttavia, io li farò miei e saranno miei, nel giorno in cui verrò per mettere assieme i miei gioielli". [11] Non posso fare a meno di pensare che siamo molto preziosi per il nostro Salvatore. Isaia lo ha descritto in questo modo: "E come la sposa è la gioia dello sposo, così tu sarai la gioia del tuo Dio." [12]

 

Cristo dice anche che "prende diletto a benedir[ci]", [13] e che si diletta ad onorare coloro che Lo servono. [14] Voi non siete un peso per Cristo. Voi siete i Suoi gioielli, Egli si rallegra in voi, Gli piace onorarvi e benedirvi. Voi siete Suoi.

 

Vero principio di vita n. 3: Non Farlo Da Solo

 

Come nuovo missionario ero scoraggiato e mi sentivo solo. È stato in questo momento difficile che ho ricevuto una lettera inaspettata da mio padre che ho conservato per 34 anni. Mi scrisse: "Ci sarà sempre qualcuno più veloce nell'imparare la lingua o nella memorizzazione. Tuttavia, hai imparato molto tempo fa che la gara di solito non viene vinta dal più svelto o dal più agile, ma da colui che mantiene costantemente il passo. Andrai bene; non disperare. " È stato l'incoraggiamento non richiesto di mio padre che mi ha dato la fiducia necessaria per continuare a lavorare sui miei problemi durante quel periodo difficile e, in realtà, molte altre volte da allora.

 

A volte crediamo erroneamente che assumerci la responsabilità dei nostri problemi significhi risolverli senza l'aiuto di altri. Altre volte crediamo erroneamente di essere gli unici con un particolare problema e che dobbiamo affrontarlo da soli. Non c'è nulla nel piano di salvezza che dica che dobbiamo procedere da soli. La verità è che non  ci è mai richiesto di essere soli nel risolvere i nostri problemi. Pensateci. Cristo ha espiato per noi. Lo Spirito Santo è il nostro compagno costante. Siamo nati all’interno di famiglie, e parte del grande piano di salvezza è sposare un compagno eterno. Abbiamo dirigenti della Chiesa chiamati da Dio per vegliare su di noi e rafforzarci. Abbiamo fatto alleanza di portare i pesi gli uni degli altri al battesimo. Troviamo altri legami sacri in amici, membri del rione, insegnanti e altri professionisti che cercano il nostro benessere e sono disposti ad aiutare. Se vi sentite mai soli, è il momento di lasciare che gli altri vi aiutino. Se credete mai di dover risolvere un problema prima di chiedere aiuto ad altri, è tempo di includere gli altri.

 

Molti anni fa, uno studente mi rivelò un problema che riteneva di dover affrontare con il suo vescovo. Tuttavia, mi disse che doveva risolvere il problema prima di incontrarlo. Questo nobile studente stava cercando di assumersi la responsabilità del proprio problema (il che è ammirevole), ma l'ha capito al contrario. Cercare aiuto prima che il problema sia risolto è molto più nobile ed efficace che sperare di poterlo risolvere da soli e non condividere il nostro fardello. Vi incoraggio a provare a mettere alla prova questo principio scegliendo un problema che avete e chiedendo aiuto per risolverlo. Guardate cosa succede.

Vero principio di vita n. 4: Servi gli altri

Il mio primo lavoro sociale fu come investigatore sulla protezione dei minori. Fu un lavoro che decisamente mi mise alla prova in molti modi. Il risultato fu, che mi sentivo stressato, ansioso e qualche volta disperato. Durante quel periodo di sfida un collega mi chiese se stavo servendo in una chiamata della Chiesa. In quel periodo stavo servendo nel vescovato. Il mio collega disse che non avevano accettato una chiamata perchè sentivano che il loro lavoro di protezione dei minori era troppo stressante. Mentre pensavo alla loro ragionamento, esso aveva senso, ma i modi del Signore non sono sempre capiti da noi.[15] Non sono così sicuro che le persone che servì durante la mia chiamata ebbero beneficio dal mio servizio, ma so per certo io ne ebbi. So che sentii pace e felicità quando servii. Consolò la mia anima che era disturbata dal mio difficile impiego. Servire gli altri ha ingrandito il mio cuore, ha creato un luogo più grande per la dimora dello Spirito Santo e io ho avuto una direzione ispirata nella mia vita. 


Anziano Richard G. Scott riassume tali esperienze in questo modo: “Quando stiamo agendo come strumenti in nome degli altri, siamo più facilmente inspirati di quando pensiamo solo a noi stessi. Nel processo di aiutare gli altri, il Signore può sterzare le direzioni a nostro beneficio”.[16] Testimonio che ciò è vero. Ho imparato ciò da solo affrontando i miei problemi.

Alcuni anni fa il mio collega di insegnamento familiare, Richard Lindstrom, ebbe dei gravi problemi di salute. Cercai di essere sensibile alla sua situazione, pianificando le nostre visite nei giorni per lui buoni. In un’occasione, gli chiesi se si sentiva abbastanza bene per andare a fare l’insegnamento familiare. La sua risposta è istruttiva. Disse qualcosa come: “a essere onesto, Paul, mi sento come un rifiuto, ma mi posso sentire come un rifiuto stando a casa o mi posso sentire come un rifiuto facendo insegnamento familiare, quindi, andiamo a fare insegnamento familiare.” Ciò è potente! Non bisogna essere liberi dai problemi o sentirsi bene per fare del bene. Sorella Erin Bennion nel devozionale della scorsa settimana enfatizzò questo vero principio di vita sottolineando che aiutare gli altri ha un impatto positivo sul nostro stress e felicità. L’ha chiamato “il migliore auto-aiuto”. 


Nei suoi ultimi anni, l’inno preferito di mia madre, o dovrei dire “colonna sonora”, era “Ho aiutato il mio prossimo in questo dì?” Le prime frasi del primo verso dicono: Ho aiutato il mio prossimo in questo dì, nelle sue necessità?Ho sorriso a chi era triste nel cuor? Se no, ho vissuto invan. [17]

Fratelli e sorelle, qualche volta quelli che portano fardelli o hanno dei problemi possono vedere i fardelli e i problemi degli altri meglio e avere un potente effetto levigante su di essi. Quelli con problemi poi diventano ministri e strumenti nelle mani del Signore. Servendo gli altri nel mezzo dei nostri problemi e insicurezze e un percorso di pace e ispirazione. 

Seguendo il consiglio di questo semplice inno è un metro di misura di quanto bene capiamo questo vero principio di vita. Vi invito a  cantarlo a voi stessi oggi. E’ l’inno 136 del nostro innario. Pensate a cosa di buono potete fare oggi, poi fatelo e vedete cosa accade. 


Vero principio di vita n. 5: Tenersi per mano


Quando ciascuno dei miei figli hanno compiuto otto anni, li ho presi e portati a fare un viaggio con lo zaino in spalla. Devo dire che sono state grandi avventure che erano piene di trionfi e di tragedie. Alcuni dei trionfi includeva guadare un ruscello con uno zaino, arrampicarsi sulla montagna più in alto rispetto al fratello, accendere un fuoco e tornare a casa vivo. Alcune delle tragedie includevano ginocchie sbucciate, piedi infangati, zaini stracarichi e tempeste di neve inaspettate. Come parte di questa tradizione documentavamo l’avventura con una foto indossando gli zaini davanti casa nostra. Quando mio figlio James face otto anni, era molto emozionato per l’avventura. Durante la foto davanti casa allungò la mano e prese la mia. A essere onesto, mi intenerì un pò il cuore. Pensai che fosse dolce da parte sua farlo durante la foto. Comunque, durante l’intera escursione quel giorno e durante il viaggio mi prese la mano frequentemente. Successivamente quell’estate, portai James e i suoi fratelli più grandi  a fare una gita. Con mia sorpresa continuò a prendermi la mano spesso mentre facevamo escursione. All’inizio i suoi fratelli non dissero niente. Poi, lo presero in giro perchè mi teneva la mano, ma James li ignorò. Alla fine, uno dei suoi fratelli gli chiese perchè mi teneva la mano durante l’escursione. Ricorderò per sempre la sua profonda risposta da bambino di otto anni. Senza esitazione e impenitentemente James disse: “Perchè mi fa andare più veloce.” Aveva ragione. Lo faceva andare più veloce. Mentre camminavamo, lo potevo supportare, guidarlo, trascinarlo un pò e persino stabilizzarlo se era un pò sbilanciato. Fratelli e sorelle, possiamo tenere la mano del Signore, quando dobbiamo risolvere i nostri problemi e infatti dovremmo. Questo è quello che sembra. “Abbi fiducia nel Signore con tutto il nostro cuore, e non appoggiarti alla tua intelligenza. Riconoscilo in tutte le tue vie ed Egli dirigerà i tuoi sentieri.” [18]

Cristo ci comanda anche “guardate a me in ogni pensiero; non dubitate, non temete.” [19]


Come coppia in pensione, i miei genitori servirono una missione. Uno dei posto dove servirono fu in Amman, Giordania. La coppia missionaria in partenza portò i miei genitori a fare un giro della città, mostrando loro tutti i posti dove dovevano andare e come raggiungerli in quello che mia madre percepiva come un traffico caotico. Era già solo spaventata di essere nell’auto con l’altra coppia e il pensiero di fare ciò senza la loro assistenza era completamente opprimente per lei. Nel mentre della sua disperazione, senti queste parole nella sua mente: “Puoi farlo se ci provi.” Questa confortante guida dallo Spirito Santo le diede il coraggio di provare. Non solo servì una missione di successo, ma quelle parole ispirate “puoi farlo se ci provi” furono riflesse nel consiglio che diede ai suoi figli, nipoti e pronipoti fino a che non è venuta a mancare qualche anno fa. Vi prometto che se tenete la mano del Signore quando avete dei problemi, Egli vi guiderà, vi darà il coraggio di provare e porterà pace al vostro cuore. 

Preparando il messaggio per questo devozionale, ho capito che ci sono molti più veri principi della vita che possono essere imparati attraverso il privilegio di risolvere i problemi di quanti ne ho detti oggi. Quindi, ora è il vostro turno. E’ il vostro turno di immaginare che siamo faccia a faccia e che i miei occhi stanno sorridendo un pò mentre vi faccio questo sincero invito. Vi invito di aggiungere alla vostra lista di “veri principi della vita” prendendo del tempo per riflettere, investigare le scritture, cercando la guida dello Spirito Santo e scrivere le vostre intuizioni. Basandomi sulla mia personale esperienza, vi prometto che se affrontate i vostri problemi con l’intento di imparare i veri principi della vita, quei principi vi diventeranno chiari. Attraverso il risolvere i problemi allora voi raggiungerete il vostro pieno potenziale, e avrete gioia. Nel nome di Gesù Cristo, amen.

Notes: 

 

[1] 2 Nephi 2:25.

[2] See 2 Nephi 2:2, 11; John 16:33.

[3] Jeffrey R. Holland, in “Reinstituting Institute and Seminary,” Newsroom, Aug. 23, 2020;

newsroom.churchofjesuschrist.org/article/reinstituting-institute-and-seminary.

[4] Ibid.

[5] See Moses 1:19–20; John 8:44.

[6] Doctrine and Covenants 64:2. 

[7] See John 16:33.

[8] See Moses 1:4, 13.

[9] See Abraham 3.

[10] Doctrine and Covenants 101:9.

[11] Doctrine and Covenants 101:3.

[12] Isaiah 62:5.

[13] Doctrine and Covenants 41:1.

[14] See Doctrine and Covenants 76:5.

[15] Isaiah 55:8–9.

[16] Richard G. Scott, “How to Obtain Revelation and Inspiration for Your Personal Life,” Ensign, May 2012;  churchofjesuschrist.org/study/general-conference/2012/04/how-to-obtain-revelation-and-inspiration-for-your-personal-life?lang=eng .

[17] “Have I Done Any Good?,” Hymns, no. 223.

[18] Proverbs 3:5–6.

[19] Doctrine and Covenants 6:36.

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Giulia de Ruvo
Alessandra di Martino

This speech was translated by
Giulia de Ruvo & Alessandra di Martino