Il Signore Vi Conosce ed è Consapevole di Voi: Avere Occhi, Orecchie e Cuore per Radunarvi in Sicurezza in Cristo

ROSEMARY THACKERAY
dato il 1° Maggio,2020
BYU Conferenza delle Donne

Sono una persona a cui piace riunirsi con gli altri. È nel mio DNA. Ai miei genitori piaceva fare lo stesso. Trovavano gioia nell'opportunità di riunirsi con famiglia e amici, solitamente con abbondante cibo. Spesso facevamo spazio per persone in più attorno al tavolo della cucina. Come mio zio per il pranzo del mezzogiorno quando i fratelli lavoravano con il bestiame. La nostra cena del Ringraziamento, con il tacchino e tutti i contorni, tra cui panini caldi e crostate fatti a mano, veniva condivisa con persone che non avevano famiglia o un posto dove andare. E per molti anni, ogni domenica sera gli amici passavano per il gelato fatto in casa e chocolate chip cookies appena sfornati. 
 
Ho trovato gioia nell’organizzare cene domenicali a casa mia per i cugini Thackeray mentre frequentavano la Brigham Young University e alcune anche dopo che si sono laureati. 
 
Alla fine del pasto ci mettevamo in posa per le foto, alcune serie e altre divertenti, ad esempio usando le mani per farci le corna di cervo sulla testa. Metto in mostra queste foto sulla parete della sala da pranzo con sotto la scritta: I ricordi più belli si creano quando ci si riunisce intorno alla tavola. 
 
A molti di noi piace radunarsi. Una lezione che abbiamo imparato dalla pandemia del Covid-19 è che l'interazione umana è vitale per la nostra salute mentale ed emotiva. Non è stato facile per noi seguire le regole di restare a casa ed al sicuro, di stare ad un metro di distanza dalle altre persone, salutarci senza un abbraccio o una stretta di mano e di limitare i nostri incontri ai parenti stretti. Ci è mancato riunirci per il culto domenicale, partecipare alle ordinanze del Tempio per riunirci ai nostri antenati ed incontrarci per celebrare matrimoni, funerali, compleanni, battesimi e molto altro. 
 
Una famosa parabola in merito al riunirsi si trova nel Nuovo Testamento - è la storia del banchetto di nozze.[1] Il re ha preparato un pasto grandioso per onorare il matrimonio di suo figlio. Manda gli inviti. Le persone iniziano a comunicare il loro dispiacere nel non poter partecipare. Il cibo è pronto, il tempo di celebrare è arrivato, ma non ci sono gli invitati. Il re manda i suoi servitori nelle strade per invitare altri a venire a godersi la cena. In Apocalisse 19:9, in riferimento a questo evento, si legge: "Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello."[2]
 
Voi ed io siamo invitati a questa festa da Gesù Cristo, il Radunatore per eccellenza. Cristo si riferisce a se stesso come il Buon Pastore.[3] I pastori radunano le loro pecore nell'ovile. Geova, il Signore del Vecchio Testamento, fece alleanza con l’antica Israele che avrebbe radunato il Suo popolo.[4]
 
Oggi mi piacerebbe condividere quattro verità che possono aiutarci a rispondere all'invito di Cristo di riunirci a Lui e aumentare le nostre abilità di radunare la dispersa Israele nel preparare il mondo alla Seconda Venuta del Salvatore. 
 
Verità numero uno: Egli vi conosce
 
Lui vi conosce e conosce il vostro nome. 
 
Gesù Cristo non solo chiama le stelle con il loro nome, [5] ma conosce e chiama le Sue pecore - voi ed io - per nome. [6] 
 
Leggiamo nelle scritture di quando Mosè,[7] Enoch,[8] Enos,[9] Joseph Smith,[10] e altri venivano chiamati per nome. Se il Signore conosce queste persone per nome, allora possiamo avere fiducia nel fatto che conosce anche noi. 
 
Egli conosce ognuno di noi individualmente - non collettivamente come il gruppo dei Suoi figli. Non allo stesso livello di come io conosco gli studenti nella mia classe o le sorelle della Società di Soccorso del mio palo. Lui conosce i nostri pensieri più intimi. I desideri del nostro cuore. I nostri sogni. Le nostre delusioni. 
 
Egli ci conosce uno ad uno
 
Lui sa che mi piace il gelato - e che quello alla crema al limone di Aggie e Chubby Hubby di Ben and Jerry’s sono i miei gusti preferiti. 
Lui sa che preferirei dormire in un hotel che andare a campeggiare sulle montagne - ma sono comunque andata al campeggio delle giovani donne. 
Lui sa che non ho senso dell'orientamento e mi perdo facilmente. 
Sa che a volte piango la mancata possibilità di esser stata moglie e madre. 
 
Quando mio nipote, Justin, aveva cinque anni, alla fine di agosto iniziò a mostrare comportamenti che erano preoccupanti per mia sorella Laura e suo marito Mark. Per esempio, si dimenticava come tirare su la cerniera della sua giacca, inciampava salendo i gradini dello scuolabus, quando si lavava le mani diceva di non riuscire a vedere il sapone sul lavandino, e si ammalò sempre di più apparentemente per nessuna ragione. Laura contattò il suo pediatra. Il dottore suggerì che Justin aveva appena iniziato la scuola, quindi stava probabilmente vivendo ansia da separazione stando lontano da sua madre. 
 
Una domenica pomeriggio agli inizi di ottobre, io e la famiglia di Laura stavamo visitando i miei genitori. Di solito Justin rispondeva con entusiasmo al mio invito di andare al parco giochi della scuola per qualche giro sull'altalena. Quel giorno non era interessato. Disse: "Voglio solo stare con la mia mamma." Mentre ci riunivamo intorno al tavolo della cucina per il pranzo, Justin aveva lo sguardo perso. Una sensazione cupa permeava la casa. Laura, mamma ed io ci sedemmo sul divano del soggiorno, il caldo sole pomeridiano che filtrava dalle finestre mentre discutevamo teneramente della situazione di Justin. Asciugammo delicatamente le lacrime che ci scorrevano sulle guance. 
 
Il mattino seguente quando arrivai a lavoro, presi il telefono e chiamai Laura. Ricordo ancora esattamente dove fossi nel mio ufficio all’interno del Richards Building nel campus della Brigham Young University. Le dissi: "Laura, so che sei tu la mamma, ma c'è qualcosa di serio che non va in Justin."
 
Con voce tremante e carica d'eamozione, rispose piano: "Lo so."
 
La incoraggiai a chiamare Sandy, un parente che era medico e che era ad un'ora di macchina da casa sua. Sapevo che Sandy avrebbe dato appuntamento a Justin per vederlo. 
 
In poche ore Justin era nell'ufficio di Sandy, il quale fece immediatamente una diagnosi. Sandy mandò Laura e Justin a casa per una TAC al cervello all'ospedale locale.
Il giorno dopo Justin era al Primary Children Hospital a Salt Lake City, Utah, per incontrare due chirurghi. Uno dei chirurghi non doveva essere reperibile quel giorno, ma lo era, e non a caso, era un esperto di tumori al cervello e familiare con questo raro astrocitoma. Quel mercoledì, uno shunt
 cerebrale fu inserito nella testa di Justin per drenare il liquido accumulato. Il venerdì, i chirurghi eseguirono un intervento di otto ore, rimuovendo quanto più tumore cerebrale possibile senza distruggere la vista di Justin. 
 
Siccome Gesù Cristo conosce voi e me, possiamo fidarci di Lui per aiutarci. Sa di quale assistenza abbiamo bisogno e quando è il momento migliore per noi di ricevere quel sostegno. Sa come e quando raggiungerci e soccorrerci.
 
In Giovanni 10:14 si legge: "Io sono il buon pastore, e conosco le mie [pecore], e le mie mi conoscono."[11]
 
Il Salvatore ci conosce. La domanda per noi è - Noi Conosciamo Lui?
 
Conoscere il Signore è necessario per noi per essere raccolti e ricevere infine la vita eterna.[12] 
 
Il Salvatore ha aggiunto: "E se mi conoscono, essi verranno fuori e avranno eternamente un posto alla mia destra."[13]
 
Anziano David A. Bernard ha affermato quanto segue su come possiamo conoscere il Signore: "Uno dei grandi obiettivi della vita terrena non è soltanto imparare qualcosa in merito all’Unigenito del Padre, ma anche sforzarci di conoscerLo. Quattro passi essenziali che ci aiutano a conoscere il Signore sono: esercitare fede in Lui, seguirLo, servirLo e crederGli."[14]
 
Man mano che impariamo a conoscere il Salvatore il nostro desiderio di tendere la mano e raccogliere con amore gli altri, proprio come farebbe Lui, aumenta.
 
Invito ognuno di noi a riflettere su ciò che possiamo fare per conoscere il Salvatore meglio di quanto non lo conosciamo oggi.
 
Verità numero 2: Egli vi sente
 
Nel Libro di Mormon, il Salvatore comandò ai Nefiti, e a noi oggi, di pregare sempre il Padre nel Suo nome, ovvero di Gesù Cristo.[15]
 
L'Anziano David L. Frishknecht ha condiviso quanto segue sul miracolo della preghiera. Egli ha detto: "Anche se dovremmo pregare ogni giorno, continuamente, non c'è nulla di ordinario o automatico o stereotipato o comune in merito preghiera. Ogni volta che preghiamo sinceramente il Padre nel nome del Signore, avviene un miracolo unico e sacro. 
 
E il miracolo non è semplicemente che avete trovato le chiavi smarrite della vostra auto o che vi siete ricordati la risposta giusta durante il compito o che avete ricevuto risposta ad una domanda urgente nella vostra vita, anche se questi potrebbero essere miracoli che vi ricordereste. Il miracolo è che avete realmente parlato con Dio e che Egli vi ha veramente ascoltato e risposto."[16] 
 
Sono sicura che ciascuno di voi potrebbe condividere un'esperienza in cui ha pregato, e Dio l’ha ascoltato e ha risposto. Può essere quando avete riversato la vostra anima a Lui in preghiera. O può essere stata una preghiera silenziosa offerta in un luogo pubblico. O una preghiera che avete custodito nel vostro cuore per anni. 
 
La sorella Bonnie D. Parkin, ex presidentessa generale della Società di Soccorso, ha raccontato la seguente storia riguardo a come la nonna di suo marito ricevette una risposta diretta alla sua preghiera [17] [DAL VIDEO]

“Anna Matilda Anderson era una ragazza che viveva in Svezia negli anni ottanta dell'Ottocento. Quando lei e la sua famiglia si unirono alla Chiesa, furono ridicolizzati per il loro credo. La madre di Anna decise che avrebbero dovuto trasferirsi in America e unirsi ai Santi nello Utah. Anna aveva 11 anni quando lei e sua sorella, Ida, furono mandate prima degli altri per guadagnare soldi e portare poi il resto della famiglia. Salparono per gli Stati Uniti, poi viaggiarono in treno fino a Ogden, nello Utah, dove Ida partì con un carro coperto per lavorare per i suoi garanti in Idaho. Anna era completamente sola su quel treno mentre continuava il viaggio verso Salt Lake City. Non parlava inglese e non conosceva nessuno. Riuscite ad immaginare la solitudine e il terrore del suo viaggio?
 
“Il treno entrò nella stazione buia di Rio Grande poco prima di mezzanotte. Il garante che doveva incontrare Anna non era presente. Anna restò a guardare impaurita mentre la stazione si svuotava lentamente. Infine, rimase sola con una famiglia tedesca che non aveva nessuno ad aspettarli. L'oscurità era fitta e minacciosa e si chiudeva intorno a lei. In seguito raccontò: 'Iniziai a piangere e pensai all'ultima cosa che mia madre mi disse: "Se vai in un posto dove non riesci a capire quello che dicono le persone, non dimenticare di pregare il tuo Padre nei cieli perché Lui può capirti.'' Anna si inginocchiò accanto alla sua valigia e implorò con tutte le sue forze per ricevere aiuto celeste. Non abbiamo tutti fatto preghiere del genere?
 
“La famiglia tedesca fece cenno ad Anna di seguirli. Non avendo altra scelta, camminò dietro di loro, piangendo. Arrivati ​​a Temple Square, sentirono dei passi rapidi. Una donna si stava affrettando verso di loro, studiando ogni persona che incontrava. Guardò la famiglia tedesca, poi proseguì. Anna colse lo sguardo indagatore della donna. La donna si fermò, incredula. Riconobbe la ragazza! E con shock, Anna riconobbe la donna. Era la sua insegnante della Scuola Domenicale che aveva lasciato la Svezia un anno prima! Stringendo forte Anna tra le sue braccia, l'insegnante asciugò le sue lacrime di paura. Disse ad Anna: 'Sono stata svegliata più e più volte. . . Le immagini degli immigrati in arrivo mi passavano per la mente. Non riuscivo a riaddormentarmi. Sono stata spinta a venire al tempio per vedere se c'era qualcuno che conoscessi qui.'
 
"Ci credete? Un’insegnante della Scuola Domenicale mandata in una notte buia come un angelo di luce! 'Vedi,' Anna ricordò, 'il mio Padre Celeste fece più che esaudire le mie preghiere. Avevo solo chiesto qualcuno che potesse capirmi e Lui aveva mandato qualcuno che conoscevo.'"

 
Torno ora alla storia di Justin. Mentre tornavo a casa dai miei genitori quella sera di Ottobre, riflettendo sulla situazione di Justin, un pensiero chiaro mi venne in mente: o credevo che quando pregavo Dio ascoltava e rispondeva alle mie preghiere, oppure no. Il tempo per accrescere la fede era passato.
 
Durante i giorni seguenti, settimane e mesi, pregai frequentemente, sinceramente e onestamente per la salute e il recupero di Justin. So per esperienza personale che non tutte le preghiere ricevono risposta nel modo che vorremmo o nel tempo che preferiamo. Preghiamo, chiediamo, aspettiamo il Signore.
 
Oggi Justin è un giovane sano, felice, talentuoso e gentile. La vita di Justin è un miracolo. Ci ricorda che il Padre Celeste e Gesù Cristo sono nei dettagli della nostra vita. Erano, e sono, consapevoli di Justin e della sua situazione. Sapevano cosa stava vivendo e di quale assistenza medica aveva bisogno in quel preciso momento, e chi sarebbe stato in grado di fornire quella cura.
 
Dio ci ascolta quando preghiamo. La domanda per noi è - sentiamo e riconosciamo la voce del Buon Pastore?[1]
 
La capacità di ascoltare la voce del Signore è indicazione che siamo suoi discepoli. Dopo che il popolo di re Beniamino fece un'alleanza per prendere su di sé il nome di Cristo e obbedire ai suoi comandamenti, Re Beniamino li ammonì sia di conoscere che di ascoltare la voce con cui erano stati chiamati.[1]
 
Ministrare agli altri in modi che si adattano unicamente a loro è un modo in cui partecipiamo al raduno. Man mano che aumentiamo la nostra capacità di ascoltare la voce di Gesù Cristo, siamo in grado di ricevere suggerimenti su come possiamo servire al meglio gli altri.
 
Un giorno in chiesa la mia amica Kathryn si sentì ispirata a portare un pasto a una signora seduta poche file di fronte a lei. Kathryn si avvicinò alla donna e offrì il suo aiuto. La donna disse che si sarebbero trasferiti quella settimana e che il pasto sarebbe stato molto apprezzato. Durante la conversazione, Kathryn chiese se la madre della donna avrebbe aiutato la sua famiglia a trasferirsi. In risposta, la donna disse che la madre era morta di recente. Kathryn poi ricevette un suggerimento dallo Spirito: era la madre di questa donna che stava chiedendo che qualcuno per favore aiutasse sua figlia.
 
Kathryn rispose a un suggerimento silenzioso e aiutò una sorella a sentirsi circondata dall'amore di Cristo.
 
Qualche tempo dopo, una mattina Kathryn pregò per sentire la presenza della propria madre defunta e riconoscere la sua influenza. Quel giorno, un vicino apparve alla sua porta con una teglia di panini dolci - proprio come quelli che faceva sua madre.
 
Ascoltare la voce del Buon Pastore permette a Cristo di radunarci, e a noi di riunire gli altri a Lui in sicurezza. Il presidente Russell M. Nelson ci ha specificamente invitati a pensare a come ascoltiamo la voce del Signore e a fare dei passi per ascoltarlo meglio e più spesso.[1]
 
Verità numero 3: Egli Vi vede.
 
Forse ci sono state volte in cui vi siete sentiti insignificanti, persino invisibili. Può essere sembrato che nessuno, nemmeno Dio, fosse a conoscenza di voi. Perfino Joseph Smith gridò nella prigione di Liberty: “O Dio, dove sei? E dov'è il padiglione che copre il tuo nascondiglio?"[1]
 
La verità è che il Signore ci vede, anche se non possiamo vederlo.
Nella sezione 38:7 di Dottrina e Alleanze leggiamo: “Ma ecco, in verità, in verità io vi dico che i miei occhi sono su di voi. Io sono in mezzo a voi e non potete vedermi. . ."[1]
 
La mia amica Liz ha condiviso la seguente esperienza su come sapeva che Dio era consapevole di lei e delle scelte che stava facendo.
 
“Qualche tempo fa passai da un rione per giovani adulti non sposati a un rione familiare convenzionale. Mi chiedevo se stavo rinunciando alla mia possibilità di sposarmi perché avevo scelto di non frequentare il rione per single più anziani. Mentre pregavo e chiedevo se l'opportunità di sposarmi mi sarebbe sfuggita con questa decisione, sentii un suggerimento dello Spirito: so dove sei. Il Padre celeste era consapevole delle decisioni che avevo preso e sapeva esattamente dove mi trovavo e cosa stavo facendo. Sa dove trovarmi quando ha bisogno di me."
 
Sembra che quando sentiamo poco o nessun controllo sulle nostre circostanze, è allora che cerchiamo sinceramente conferma del fatto che il Signore ci vede ed è consapevole della nostra situazione. È così che mi sono sentita la scorsa estate quando entrambi i miei genitori soffrivano di problemi di salute. A mio padre venne diagnosticato un cancro, seguito dalla scoperta di un tumore delle dimensioni di una palla da pallavolo sul rene. Mia madre ebbe diversi problemi di salute, tutti aggravati dalla demenza avanzata, che sembrava progredire in modo esponenziale con il declino della salute di mio padre. Stavo iniziando un nuovo impiego al lavoro, la mia agenda sarebbe stata più fitta ed ero ansiosa in merito a come i miei tre fratelli e io ci saremmo presi cura della mamma una volta che nostro padre fosse morto.
 
Durante questo periodo, il mio amico Brad condivise con me la sua esperienza di quando sua madre stava morendo di cancro ai polmoni solo pochi anni prima. Egli disse:
 
“Pregai per chiedere al Padre Celeste di alleviare il fardello di mia madre. Mi venne questo pensiero che mia madre fosse nelle sue mani e nelle sue cure, e che la mia responsabilità fosse quella di essere fedele a Lui e a mia madre. È stata un'esperienza che mi ha fatto riflettere. Mi è stato ricordato che il Signore non è in una galassia lontana lontana da noi. È vicino a noi e nei dettagli delle nostre vite. Lui sa e controlla quando è il momento per noi di tornare da Lui."
 
Un giorno andai al tempio con lo scopo di cercare una risposta sul da farsi per mia madre. Mentre aspettavo di partecipare alle ordinanze, ero seduta accanto a un bellissimo dipinto di una giovane ragazza con lunghi capelli biondi che le ricadevano sulle spalle. Sedeva in un pascolo verde brillante contro un cielo azzurro e limpido, con tutt'intorno fiori sbocciati. Pensai a mia madre. Quando era una ragazzina, aveva lunghi capelli biondi; li portava in trecce.
 
Trovava gioia nei fiori e nel giardinaggio. Ebbi l'impressione che molti membri della famiglia la aspettassero dall'altra parte del velo per salutarla. Dopo aver passato un po’ di tempo a riflettere, presi le Scritture e le pagine si aprirono alla sezione 44:6 di Dottrina e Alleanze che dice:
 
"Ecco, io vi dico che dovete visitare i poveri e i bisognosi e prestar loro soccorso, affinché possano essere mantenuti fino a che ogni cosa potrà essere fatta secondo la mia legge che avete ricevuto."
 
La mia risposta fu - avevo solo bisogno di continuare a visitare la mamma e fare quello che potevo per alleviare la sua sofferenza. Come aveva detto Brad, il Signore era conscio di noi e della situazione della mamma. Cinque giorni dopo, papà morì. Nelle prime ore del mattino, il giorno del funerale di papà, la mamma attraversò tranquillamente il velo per ricongiungersi al suo innamorato. Le mie preghiere furono esaudite e il suo fardello fu sollevato.
 
Il Salvatore ci vede. Quante volte cerchiamo Gesù nella nostra vita?
 
Un giorno durante il periodo di permanenza a casa per via del COVID-19, una signora del nostro quartiere suggerì un’attività speciale: ci invitò ad attaccare un'immagine di Gesù sulla nostra finestra principale così che poi i bambini (e gli adulti) potessero passeggiare per il vicinato alla ricerca di foto del Salvatore. Il mio cuore fu sollevato e la mia testimonianza si rafforzò mentre passeggiavo per il quartiere quella domenica sera, notando le silenziose e semplici dichiarazioni di credo in Cristo.
 
Nelle Scritture i profeti ci suggeriscono ripetutamente di ricordare la bontà di Dio.[25] Allo stesso modo, ci viene comandato di ringraziare il Signore in ogni cosa.[1] Ci sono molte benedizioni che derivano dal seguire questo consiglio.[1] Una benedizione chiave è il dono sempre presente del Suo Spirito con noi.[1] Lo Spirito guiderà il nostro viaggio di ritorno a Dio.
 
Riconoscere e documentare i momenti in cui sperimentiamo la mano di Cristo nella nostra vita non è solo a nostro beneficio. Condividere queste storie con gli altri può aiutarli a confidare in Dio e a osservare i Suoi comandamenti.[1]
 
Infatti, portare testimonianza del Salvatore e della Sua bontà è essenziale per radunare gli altri a Cristo. Quando condividiamo la nostra testimonianza, lo Spirito può confermare la verità nel cuore degli altri. Nel corso del tempo le donne che hanno avuto il coraggio di essere testimoni di Cristo hanno avuto un profondo effetto sugli individui e sulle comunità. Pensate alle donne che nelle prime ore del mattino andarono alla tomba del Salvatore solo per trovarla vuota,[1] alla Samaritana al pozzo,[1] e ad Abish, nel Libro di Mormon.[1]
 
Il presidente M. Russell Ballard ha promesso: "Più riconoscete la mano del Signore nella vostra vita, più la vedrete nella vostra vita di oggi."[1]
 
Verità numero 4: Egli vi ama
 
L'anziano Dieter F. Uchtdorf ha dichiarato:

"Il nostro Salvatore, il Buon Pastore, ci conosce e ci ama. Egli vi conosce e vi ama. Sa quando vi siete persi e sa dove siete. Egli conosce il vostro dolore. Le vostre suppliche silenziose. Le vostre paure. Le vostre lacrime. Non importa come vi siete persi, se a causa delle scelte sbagliate, o se a causa di circostanze fuori dal vostro controllo. Ciò che importa è che siete Suoi figli. E Lui vi ama. Lui ama i Suoi figli."
 
Il mio collega Jeff ha condiviso quanto segue su sua figlia Caroline e sull'amore di Cristo per lei. A causa di complicazioni alla nascita, Caroline è stata privata di ossigeno, causandole gravi disabilità.
 
Jeff ha detto:

"A volte - di frequente - Caroline diventa triste. Piange e piange, e né noi né i medici possiamo determinare cosa c'è che non va. Dobbiamo solo aspettare e pregare. Caroline è spesso triste e rumorosa in chiesa - o a volte felice ma ancora rumorosa - e Christine o Lizzy o io, o un gentile membro del rione, la portiamo fuori nell'atrio della cappella, dove spingiamo Caroline sulla sua sedia, calmandola con il movimento. . . "[1]
 
E ora il resto della storia con le parole di Jeff: [DAL VIDEO]
 
"Una domenica di un paio di anni fa, venni in chiesa spingendo una Caroline particolarmente triste, pensando che saremmo rimasti solo per il sacramento. Mentre camminavo nell'atrio e Caroline rimaneva triste, cominciai a chiedermi se saremmo riusciti a restare fino al sacramento. Tutti i miei sforzi per confortarla sembravano inutili, e il pianto di Caroline stava certamente disturbando gli altri.
 
Ma poi iniziò l'inno sacramentale e Caroline si calmò brevemente quando iniziai a cantare. Si agitò subito di nuovo, così misi il mio viso vicino al suo e cantai per lei. Si calmò e ascoltò. L'inno del sacramento quel giorno era "Riverentemente or," che è scritto in prima persona, come se il Salvatore stesse cantando. Ammetto che ero concentrato su Caroline e non sulla canzone - fino a quando arrivammo alla quarta strofa, quando mi ritrovai a cantare queste parole a mia figlia:
 
T’amo quale amico mio,
questo amore non ha fin.
 
Guardai nei grandi occhi blu di Caroline e sentii profondamente la verità tenera e personale di quelle parole per mia figlia. Gesù Cristo, il Redentore del mondo, ama Caroline con un "amore che non ha fin." Anche lì nell'atrio, nel suo stato meno che ideale, Caroline è amata. Quando è triste o ferita, quando i suoi genitori sono incapaci di confortarla, c'è qualcuno che è il suo amico eterno, che sa come si sente e come soccorrerla.
 
Anche il corollario è vero. Gesù è mio amico, ed è il vostro. Conosce le mie fragilità - comprese le mie fragilità di fede - e conosce le vostre. E non ci ama malgrado queste fragilità, ma con una comprensione piena e compassionevole di esse. Ci ama nel nostro crogiolo di spirito perché ha provato quello che proviamo noi, il nostro dubbio e lo scoraggiamento, così come il nostro peccato e il nostro dolore."
 
Il Salvatore ci ama. Noi Lo amiamo?
 
Se amiamo Dio con tutte le nostre forze, la nostra mente e il nostro spirito, ci viene promesso che la Sua grazia basterà per noi.
 
In Ebraico, la parola radice per grazia è CHANAN che significa piegarsi o abbassarsi in gentilezza.[35],[36] Che immagine potente. A causa della Sua espiazione, Cristo si piega, o si china con gentilezza, per aiutarci a superare le nostre sfide nella vita.
 
Quando amiamo il Salvatore, noi, a nostra volta, estendiamo la carità, il puro amore di Cristo agli altri [37] - amiamo senza giudizio, né condizioni, né aspettative di amore in cambio.
 
L'anziano Jeffrey R. Holland ha suggerito che un giorno faremo individualmente rapporto del nostro amore per Dio:
 
"Cari fratelli e sorelle, non so per certo in cosa consisterà la nostra esperienza il Giorno del Giudizio, ma rimarrei davvero sorpreso se a un certo punto di tale conversazione Dio non ci porrà la stessa domanda che Cristo fece a Pietro: “Mi hai amato?” Penso che Egli vorrà sapere se nel nostro tentativo molto terreno e inadeguato e, a volte, infantile di afferrare le cose, abbiamo compreso almeno un comandamento, il primo e il più grande di tutti
: 'Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua.'”[1]
 
Conclusione e invito
 
Invito tutti noi a fare uno sforzo cosciente per sviluppare una testimonianza di queste semplici verità. Sarà la ricerca di una vita quella di arrivare a conoscere il Salvatore, di ascoltarLo, di vedere e riconoscere la Sua mano nella nostra vita e di dimostrare il nostro amore per Lui.
 
Avere la convinzione nel profondo del nostro cuore che il Signore ci conosce, ci vede, ci ascolta e ci ama cambierà la nostra vita. Sapremo perché siamo qui e come dovremmo passare il nostro tempo. La nostra fiducia aumenterà. Non saremo influenzati dalle opinioni e dalle filosofie del mondo.
 
È nostro compito rispondere all'invito di aiutare a radunare la dispersa Israele e prepararci per la seconda venuta del Salvatore.
 
Il Presidente Russell M. Nelson ha indicato:
 
"Questo raduno è la più grande sfida, la più grande causa e la più grande opera sulla terra oggi!" Alle sorelle ha detto specificamente: "Abbiamo bisogno di voi! Abbiamo bisogno della vostra forza, della vostra conversione, della vostra convinzione, della vostra capacità di dirigere, della vostra saggezza e delle vostre voci."[1]
 
Quando queste quattro verità saranno scritte nelle tavole “che son cuori di carne,”[1] ci importerà meno di ciò che la gente pensa di noi, compreso il numero di like o di followers che abbiamo sui nostri account sui social media. L'amore del Signore è più profondo e duraturo di qualsiasi lode e adorazione fugace che il mondo ha da offrire.
 
Sapere che il Signore ci copre le spalle ci darà il coraggio e la fiducia per affrontare qualsiasi prova che ci verrà incontro. Quando il nostro fondamento è il Signore, Gesù Cristo, il diavolo può mandare i suoi venti, sì, i suoi strali nel turbine, ma non avranno alcun potere di trascinarci nell'abisso di infelicità e di guai senza fine.[1]
 
Diversi anni fa, stavo cercando seriamente una risposta a una domanda sulla vita. Una domenica mi avvicinai al Signore in digiuno e in preghiera. Decisi di terminare il digiuno dopo aver incontrato la presidenza di palo per essere messa a parte per una chiamata. Durante la messa a parte, la benedizione che ricevetti fu bellissima, ma la mia domanda rimase senza risposta. Alla fine della riunione il presidente di palo mi invitò a rimanere dopo che le altre sette o otto persone avevano lasciato la stanza. Poi mi disse che c'era dell'altro nella mia benedizione, ma sentiva che era troppo personale per essere ascoltato dalle altre persone.
 
In quell'ambiente sacro, mentre il presidente di palo e il suo consigliere posero ancora una volta le mani sulla mia testa, ricevetti una rivelazione diretta, inequivocabile e personale.
 
Questo evento è stato un punto di riferimento per me. Quando comincio a chiedermi se Dio mi conosce, mi vede, ascolta le mie preghiere e mi ama, ripenso a quella sera in cui Dio rispose a una preghiera che era nota solo a Lui e solo a me.[1]
 
Il Buon Pastore ha esteso l'invito a ciascuno di noi. Possiamo usare il nostro potere per rispondere o meno; Egli non ci costringerà mai. La nostra risposta positiva avrà come risultato che Lui ci raccoglierà nell'ovile.[43]
 
Il testo del noto inno cristiano, Dolcemente e Teneramente [44], lo dice meglio:
Dolcemente e teneramente Gesù sta chiamando,
Chiama te e me;
Vedi, sui portali Egli sta aspettando e guardando,
Sorvegliando te e me.
Venite a casa, venite a casa;
Voi che siete stanchi, venite a casa;
Con affetto, con tenerezza, Gesù sta chiamando,
Chiama, o peccatore, torna a casa! 
 
Testimonio con gioia queste verità. So che il Padre Celeste e Gesù Cristo vivono. Si ricordano di me e di voi. Sono nei dettagli della nostra vita.
 
Nel nome di Gesù Cristo, amen.
 
BYU Women’s Conference © 2020 by Brigham Young University Women’s Conference All rights reserved

NOTES

 

1 Luca 14:16-24; Matteo 22:2-10.

2 Apocalisse 19:9.

3 Dottrina e Alleanze 50:44.

4 Ezechiele 34:13; Isaia 11:12.

5 Salmi 147:4.

6 Giovanni 10:3.

7 Mosè 1:6-7;40.

8 Mosè 6:27.

9 Enos 1:5.

10 Joseph Smith-Storia 1:17.

11 Giovanni 10:14.

12 Dottrina e Alleanze 29:27.

13 Mosia 26:24.

14 David A. Bednar. Se m’aveste conosciuto. Conferenza Generale Ottobre 2016.

15 3 Nefi 18:19.

16 David L. Frischknecht. Always Pray unto the Father in My Name. BYU Idaho Devotional. (English only).

17 Bonnie D. Parkin. Trovavano la fede in ogni passo. Conferenza Generale Aprile 1997.

18 Giovanni 10:3

19 Mosia 5:8, 12

20 Russell M. Nelson. “#Ascoltalo: a te come parla?” Un invito Speciale. 26 Febbraio 2020.

21 Dottrina e Alleanze 121:1.

22 Dottrina e Alleanze 38:7.

23 Liz Stitt. What can I do to receive answers from God? Ensign Aprile 2019. (English only).

24 Dottrina e Alleanze 44:6.

25 Mosia 4:11-12.

26 Dottrina e Alleanze 59:7.

27 Vedere Dale G. Renlund, Considerate la bontà e la grandezza di Dio, Conferenza Generale Aprile 2020; Henry B. Eyring, Remembrance and Gratitude, Conferenza Generale Ottobre 1989 (English only); Henry B. Eyring, O, ricordate, ricordate, Liahona, Novembre 2007.

28 Moroni 5:2

29  Salmi 78:2-7

30  Luca 24:1-10

31  Giovanni 4:1-30

32  Alma 19:16-17

33 President M Russell Ballard. Come citato in Sarah Jane Weaver: What the story of John Howland taught President Ballard about expecting the Lord’s hand. Church News, 5 Gennaio 2020. (English only).

34 Jeffrey S. McClellan. Thy Troubles to Bless. BYU Devotional. (English only).

35 Origine della parola grazia. (English)

36 Origine della parola grazia in ebraico. (English)

37 Giovanni 13:34-35.

38 Jeffrey R. Holland. Il primo gran comandamento. Conferenza Generale Ottobre 2012.

39 Russell M. Nelson. La partecipazione delle sorelle al raduno di Israele. Conferenza Generale Novembre 2018.

40 2 Corinzi 3:3

41 Helaman 5:12

42 Dottrina e Alleanze 15:3

43 Alma 5:60

44 Dal testo Softly and Tenderly (eseguito dal Tabernacle Choir at Temple Square).

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This speech was translated by
Carolina Cavallaro, Franco Borrelli e Michele Trevisan